info@campanaridelgoriziano.eu

via del Seminario, 7
34170 GURIZA

Febbraio 2012
PROGRAMMA DI ATTIVITÀ PER IL 2012

GITA IN ISTRIA: CAMPANILI E CITTÀ STORICHE
L’associazione organizza per domenica 18 marzo una gita sociale in Istria rivolta a suonatori, familiari ed amici. Il programma prevede la Santa Messa presieduta da don Moris presso la Basilica Eufrasiana di Parenzo, seguita dalla visita al complesso paleocristiano e al campanile. Nel pomeriggio è prevista la visita guidata alla cittadina di Rovigno con salita al campanile di Sant’Eufemia.

PELLEGRINAGGIO A BARBANA
Sabato 19 maggio è previsto il consueto pellegrinaggio dei campanari a Barbana. L’imbarco è previsto alle ore 14.00 a Grado, a seguire lo scampanio sul campanile del Santuario e la Santa Messa presieduta dall’assistente. A conclusione la cena insieme.

52.o RADUNO NAZIONALE A CENTO
Il raduno nazionale si terrà quest’anno domenica 27 maggio presso la cittadina di Cento (Fe), organizzato dall’Unione Campanari Bolognesi in occasione del loro centenario di fondazione (1912-2012). L’associazione sarà presente con una delegazione.

INCONTRO GIOVANI CAMPANARI AD AQUILEIA
Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, viene riproposto un incontro rivolto esclusivamente a bambini e giovani di età inferiore ai 25 anni circa. L’incontro prevede lo scampanio sul campanile della Basilica di Aquileia in occasione della vigilia dei Santi Ermagora e Fortunato. L’incontro si terrà mercoledì 11 luglio nel tardo pomeriggio e si concluderà con un momento conviviale.

FESTA DEI CAMPANARI A RONCHI
L’annuale raduno - giunto alla sesta edizione - si svolgerà quest’anno a Ronchi, presso la chiesa decanale di San Lorenzo, sabato 1° settembre. Per la prima volta la festa si svolgerà in Bisiacaria, occasione per far conoscere sempre più la nostra realtà e l’attenzione verso il territorio.

15 NUOVI CAMPANARI
Nel corso dell’ultima Festa dei Campanari alla Castagnavizza sono stati premiati i nuovi suonatori: Simone Aulisio di Gorizia, Lorenzo Caruzzi di San Lorenzo, David Decorte e Denis Decorte di Strassoldo, Nicola Ballaminut e Fabio Battilana di Cervignano, Sebastian Stel di Palmanova e la nuova squadra di Doberdò composta da: Gabriel Cappiello, Aleksander Ferletič, Aleš Lavrenčič, Jurij Lavrenčič, Jakob Podveršič, Alan Preschern, Christian Soranzio, Saša Zuzic guidati da Mario Vizintin.

(da Voce Isontina)

Febbraio 2012
CAMPANARI: NELL’ORDINARIETÀ UN VALORE
Nuovi gruppi nelle parrocchie mentre maturano le collaborazioni

Con l’inizio del nuovo anno associativo entrano nel vivo le numerose attività che l’associazione propone per promuovere, valorizzare e tramandare l’arte campanaria nel Goriziano.
Lo strumento senz’altro più efficace sono le Scuole Campanarie, riproposte per il quarto anno in diverse località della diocesi: occasione privilegiata per avvicinare nuovi giovani che, una volta frequentato il corso, potranno inserirsi nel gruppo più vicino alla loro località di provenienza.
Conosceranno, con il trascorrere del tempo, quell’ordinarietà che caratterizza lo scorrere della vita di una comunità, alla quale i suonatori sono sempre al servizio, e soprattutto riconosceranno presto i giorni di festa. Giorni nei quali i campanari svolgono con impegno il compito di richiamare con il suono gioioso delle campane i fedeli alle funzioni; esperienza capace di educare al valore della festa cristiana e di cogliere la sua indole comunitaria.
Il cammino associativo vivrà, come ogni anno, il suo vertice in settembre alla Festa dei Campanari del Goriziano, occasione che per la sua itineranza è sempre nuova e ci consente di conoscere il territorio e di essere da esso stimolati; quest’anno si terrà per la prima volta in territorio bisiaco, ospiti della parrocchia di San Lorenzo a Ronchi.
Un’altra esperienza particolarmente significativa che sarà riproposta quest’anno è il raduno dei giovani ad Aquileia, la Vigilia dei Santi Ermacora e Fortunato.
Il tentativo, lo scorso anno, è stato quello di organizzare un ritrovo esclusivamente giovanile, con l’unico obiettivo di trascorrere alcune ore insieme suonando le campane della nostra Chiesa Madre. I risultati di questo incontro si sono rivelati superiori alle aspettative e ci hanno convinti della bontà di quest’iniziativa. Risultati significativi senz’altro per la presenza di tanti ragazzi e giovani, ma soprattutto per la possibilità di suonare per una volta non divisi per squadre ma proprio insieme.
Occasioni come questa danno la possibilità a quei ragazzi che si trovano spesso da soli in gruppi formati da persone di varie età di vedere come in altre parrocchie ci sono giovani come loro; questo ovviamente porta una ricarica di entusiasmo nella normale vita di un gruppo parrocchiale.
Abbiamo sperimentato che il confronto tra suonatori di parrocchie diverse può portare solamente ad accrescere la nostra realtà e a tentare di superare chiusure anacronistiche o arroccamenti sul proprio campanile. Proprio in questi anni, a conferma del cammino intrapreso, sono nati diversi nuovi gruppi giovanili a Mariano e a Doberdò e timidi risvegli si sentono in varie località: segno che l’“amore” per il proprio campanile non si è ancora spento.
É bello, dunque, incontrarci insieme per trasmetterci quell’entusiasmo che ci sprona a proseguire nel nostro impegno che a volte, proprio perché il suono delle campane arriva a tutti, sente di più il tramonto di un certo stile di cristianesimo – quello di massa – e ci porta a fronteggiare sterili lamentele che non devono scoraggiarci ma rafforzare la fedeltà alla nostra missione, in un mondo che cambia ma che anche noi nel nostro piccolo possiamo contribuire a mantenere saldamente cattolico.
Andrea Nicolausig

(da Voce Isontina)

Febbraio 2012
PRESENTATO IL LIBRO SUI CAMPANILI DI GRADISCA

Tra le varie iniziative dei Campanari del Goriziano quella vissuta sabato 10 dicembre u.s. dimostra che l’operato dell’associazione rivolge una particolare attenzione anche alla divulgazione della storia dei nostri campanili e delle campane e nel caso specifico quelli di Gradisca.
Stiamo parlando della presentazione del libro «Campane e campanili di Gradisca» edito dall’associazione stessa con l’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia e frutto delle ricerche archivistiche e della passione di Andrea Nicolausig, presidente dei Campanari.
La presentazione è stata affidata alla dottoressa Maria Masau Dan, autrice anche della prefazione, che ha analizzato l’operato svolto dall’autore ed ha messo in evidenza l’accuratezza del volume che con un riuscito amalgama di testo ed immagini ci regala una visuale della fortezza da un occhio curioso quanto arcano. La parola è poi passata a Giulio Tavian che ha spiegato alcuni dati tecnici per quanto concerne le campane sotto l’aspetto musicale ed infine Vanni Feresin ha chiuso la scaletta degli interventi con un’appassionata esposizione sulla ricerca archivistica e svelando - è proprio il caso di dirlo - alcune scoperte inerenti all’archivio parrocchiale.
Alla serata, patrocinata dalla locale parrocchia, è stato offerto un luogo d’eccezione: il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, che ha confermato la sacralità del tema trattato - le campane - e ha saputo contenere il davvero numeroso pubblico intervenuto, per il quale si è esibito al termine il gruppo corale «Ars Musica» di Sdraussina. Tra gli altri ha cantato anche il brano «Li gnovis ciampanis di Bruma» di Michele Eulambio su testo di Pino Odorico [chi desiderasse una copia del volume può richiederlo allo 0431/998770].
G.P.

(da Voce Isontina)

Dicembre 2011
CAMPANE E CAMPANILI DI GRADISCA: SI PRESENTA UN LIBRO

Il cuore di Gradisca, racchiuso dalle antiche fortificazioni, è indubbio che conservi un sapore di città che è estraneo alla periferia, talvolta confusa, che si estende a macchia di leopardo al di là della Spianata. Un sapore di città che è dato da secoli di storia vissuti come centro di riferimento per un territorio che gravitava attorno alla cittadina e che l’hanno dotata di palazzi, eleganti vie, sedi istituzionali e chiese. Quest’ultime affiancate da campanili, i quali non sono mai svettati come quelli dei paesi rurali contermini, quasi a proseguire quella mimetizzazione richiesta agli edifici interni ad una città fortezza.
Non sono alti e nemmeno dalle fattezze ricercate i campanili gradiscani, ma hanno incuriosito e appassionato un loro frequentatore abituale che periodicamente sale le rampe di scale per accedere alla cella campanaria e suonare i sacri bronzi, ricordando ai cittadini il giorno di festa e richiamandoli alle funzioni festive. Si tratta del giovane Andrea Nicolausig che da appassionato studioso oltre che campanaro ha dedicato molto tempo per uno studio sulle “Campane e campanili di Gradisca”. È questo il titolo del libro che ne è fuoriuscito, ricco di dati scientifici frutto di ricerche in archivi pubblici ed ecclesiastici, nonché biblioteche e non tralasciando anche la memoria di coloro che hanno servito la chiesa per decenni divenendo custodi di memorie da rivelare. A tutto ciò si affiancano immagini storiche che guidano il lettore alla scoperta di una Gradisca sconosciuta ai più. Quel che a prima vista può sembrare un testo per pochi cultori o di nicchia, si rivela essere un volume che intreccia storie di un popolo, dei suoi parroci e delle sue istituzioni, che si dedicano, faticano, si sacrificano e talvolta contrastano per la costruzione dei campanili. Tutto ciò per il fatto che sono i campanili gli elementi che alla fine li rappresentano e connotano la comunità, avvicinandola a Dio.
Il volume - edito dai Campanari del Goriziano e dall’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia - non tralascia le campane minori di piccole cappelle o i campanili sorti fuori le mura: quello della Bruma e quello di San Valeriano.
La presentazione è fissata per sabato 10 dicembre alle ore 20.45 nel duomo dei Santi Pietro e Paolo, a cura di Maria Masau Dan con interventi di Vanni Feresin e Giulio Tavian. Al termine il gruppo corale “Ars Musica” di Sdraussina eseguirà il brano “Li gnovis ciampanis di Bruma” di Michele Eulambio su testo di Pino Odorico.
G.P.

(da Voce Isontina)

Settembre 2011
CASTAGNAVIZZA
: UN BALCONE INASPETTATO

Immaginate che nella casa in cui vivete vi sia un balcone dal quale non vi siete mai affacciati, ma che quotidianamente uscendo o rientrando dalla vostra abitazione lo scorgete dal basso. La 5.a Festa dei Campanari del Goriziano sembra aver svelato che per chi vive Gorizia, tal balcone sia il santuario della Castagnavizza. I più che sono saliti sul piccolo colle per partecipare alla manifestazione, appena giunti sul sagrato scrutavano i tetti della città. Non nascondevano un po’ di stupore e confessavano che era la prima volta che visitavano la Cappella.
Forse uno dei motivi che ha spinto i Campanari del Goriziano ad organizzare qui la loro festa annuale è stato quello di far conoscere ai propri associati questo luogo di fede che lentamente sta richiamando fedeli anche da oltre quel confine che si mimetizza nel boschetto che lo separa da via della Cappella.
Quello di sabato 3 settembre è stato un pomeriggio ricco di scampanate. Ogni diecina di minuti le tre campane si lasciavano battere da mani diverse, consentendo a molte delle squadre del Goriziano di prendere parte a questa sorta di staffetta campanaria. Tra anziani suonatori anche tanti ragazzi e bambini, che dimostrano i frutti dell’impegno profuso all’insegnamento durante i corsi campanari che si sono tenuti in cinque località del territorio.
Una volta scesi tutti dal campanile, al termine della conferenza, il presidente Andrea Nicolausig ha accolto nell’associazione questi nuovi apprendisti campanari con un omaggio. Il loro numero è aumentato di edizione in edizione e ciò fa ben sperare nell’invigorimento o nella creazione di nuove squadre nelle comunità che ne sono sprovviste.
Luigi Tavano ha tratteggiato amorevolmente le vicende storiche del santuario, mentre il secondo intervento ha raccolto brevemente alcuni aspetti vissuti dall’Unione Campanari Bolognesi. Un’associazione questa che si appresta a celebrare il secolo di vita e ha visto la presenza del presidente Mirko Rossi.
La Santa Messa celebrata in latino da monsignor Pirih è stata accompagnata dal coro S. Ignazio e le letture trilingue hanno rispecchiato le componenti dei partecipanti, mentre l’omelia del vescovo ha approfondito il ruolo del campanaro. Un ruolo questo che la manifestazione ha saputo valorizzare e garantire come un’espressione di capacità di gruppo, ove il singolo incastra i colpi di campana a tempo con quelli dei compagni. Una capacità che nel solco della tradizione contiene ancora del fascino.
G.P.

CONTINUATE AD AUMENTARE LO SPLENDORE DELLE FESTE ECCLESIALI

La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Metod Pirih, vescovo di Capodistria, che ha pronunciato un’omelia in sloveno e italiano, della quale si riportano i passi centrali.
Vse tu zbrane pritrkovalce Goriške, voditelje te organizacije in vse navzoče prav lepo pozdravljam. Zahvaljujem se vam za vaše delo, ki ga opravljate po župnijah, saj s pritrkovanjem povečujete in lepšate pomen cerkvenih praznikov.
Ob tem srečanju bi rad omenil tri stvari.
Pritrkovalec mora imeti izostren posluh. Znati mora dobro poslušati druge pritrkovalce v zvoniku in se z njimi uglasiti. Uho je znamenje poslušnosti in predanosti, znamenje modrosti in razumnosti. Kralj Salamon je prosil Gospoda, naj mu da poslušno srce. Človek ima dve ušesi: eno za poslušanje Boga, drugo za poslušanje ljudi. Navadno pa je tako, da človek sliši tisto, kar želi slišati.
Pritrkovalec mora imeti močno, čvrsto roko, ne zato, da lahko drži kladivo, ampak da ujame ritem svojih tovarišev in se z njimi uskladi.
Roka je potem v duhovnem smislu znamenje ubožnosti in dobrodelnosti. Vrla žena odpira potrebnemu svojo dlan in svojo roko ubožcu, pravi knjiga Pregovorov (prim. Prg 31, 20). Ko kaj potrebujemo, prosimo soseda za pomoč: Daj mi eno roko!
Roka je znamenje sveta in moči. “Podaj svojo roko in jo položi v mojo stran in ne bodi neveren, ampak veren”, je rekel Jezus apostolu Tomažu (Jn 20,27). Roka je tudi znamenje moči in oblasti. Gospod je izvoljeno ljudstvo izpeljal iz Egipta z močno roko. S svojo roko je vodil ljudstvo po puščavi in ga pripeljal v obljubljeno deželo.
Zvon je kakor boben in kembelj kakor tolkalo za boben. Roka pritrkovalca mora imeti občutek za pravilno udarjanje. Pritrkovalec mora v roki imeti moč, oblast in dobrohotnost.
In končno pritrkovalec mora imeti zvesto srce in ljubiti svoje opravilo, svoje delo. Srce je znamenje rahločutnosti, spoznanja in strahu.
Pritrkovalec mora poleg pameti uporabljati tudi svoje srce, da se pritrkovalci med sabo in melodije uskladijo. Pritrkovanje je umetnost, je glasba in glasbe ni brez ritma. Vsaka pesem je sestavljena iz ritma in napeva. Napev pesem povezuje, ritem pa pesem razdeljuje v primerno dolge enote. Vsaka glassa upošteva ritem narave: dihanje in korakanje, bitje in utrip srca. Srce lahko bije enakomerno, lahko pa tudi prehitro ali prepočasi. Tudi pri pritrkovanju se to ne sme dogajati, vaše delo mora biti usklajeno in ne sme priti do aritmije.
Tutti i campanari della regione goriziana qui radunati, i dirigenti di questa organizzazione e tutti qui presenti saluto molto cordialmente. Vi ringrazio per il lavoro che state svolgendo nelle parrocchie aumentando con le scampanate lo splendore delle feste ecclesiali.
Il campanaro deve avere al primo posto un buon orecchio. Ognuno deve saper ascoltare bene altri campanari dovendo accordarsi con loro.
Al secondo posto il campanaro deve avere una mano forte e abile per cogliere il ritmo dei suoi compagni, per armonizzarsi con loro. E non infine il campanaro deve avere anche un cuore fedele, tenero e sensibile per la musica, il cuore che ama il suo lavoro.
Cari campanari! Nel vostro lavoro vi auguro l’abbondanza della benedizione divina, dell’entusiasmo, della pazienza e dei nuovi successi.
Pri vašem nadaljnjem poslanstvu vam želim obilje Božjega blagoslova, navdušenja, potrpljenja in novih uspehov!
+ Metod Pirih

ROSSI: IL VALORE DELLA VITA ASSOCIATIVA IN UN TEMPO DIFFICILE

Il secondo intervento è stato predisposto dal dottor Mirko Rossi, presidente dell’Unione Campanari Bolognesi, che ha rimarcato con forza il valore dell’associazionismo in un periodo storico particolarmente difficile. Riportiamo i passi conclusivi della relazione.
«[…] In un’epoca come quella attuale, in cui imperano l’individualismo e l’esaltazione edonistica del singolo, la vita associativa è messa a dura prova. Molte associazioni oggi lamentano che sono prive di forze in quanto sono pochi i soci che si danno da fare con spirito di abnegazione e fattiva collaborazione mettendo al primo posto i fini statutari rispetto a quelli individualistico - personali. Ciò non di meno, quando si organizzano manifestazioni associative con larga partecipazione e soddisfazione dei soci si può intravedere la forza dell’essere tutti insieme, la produttività elevata dovuta allo sforzo comune, la sicurezza e la determinazione che sono infuse dalla consapevolezza di essere un sodalizio coeso con ideali condivisi, obiettivi chiari e comuni. Un sodalizio cementato dai vincoli dell’esercizio un’arte che ci appassiona nella sincera amicizia che lega i campanari al di là di tutti i confini siano essi di un territorio o quelli che delimitano la mente ed il cuore di noi uomini.
Per tutto questo ritengo che il valore di un’associazione sia incommensurabilmente maggiore della somma dei valori di ciascun singolo individuo che la compone e con forza affermo che i benefici derivanti dall’essere associazione siano molto più numerosi degli aspetti negativi che pure sono naturalmente presenti in essa. Non posso che incoraggiare le persone di buona volontà che desiderano far coagulare le proprie energie, le proprie menti, i propri sogni per dare vita ad una associazione che sarà in grado, se i soci con slancio e spirito di collaborazione lo vorranno, di offrire grandi soddisfazioni sia a coloro che ne fanno parte sia alle persone che sul territorio beneficeranno delle attività che l’associazione svolgerà».

TAVANO: DUE GENERAZIONI HANNO IGNORATO IL SUONO DI QUESTE CAMPANE

Nel corso del pomeriggio, si è svolto, presso la sala maggiore del Santuario Francescano, un convegno che ha visto la presenza del professor Luigi Tavano, che con competenza e passione ha guidato il numeroso pubblico in una narrazione delle complesse vicende storiche della Castagnavizza: ne proponiamo alcune parti.
«Le poche centinaia di metri dal sottostante confine di Stato che divide la città dalla Castagnavizza, motivano la domanda che mi sento rivolgere spesso, non solo in regioni lontane ma anche nell’attiguo Friuli: “A chi appartiene la Castagnavizza? All’Italia o alla Slovenia?”. Non posso rispondere altrimenti: Appartiene alla Chiesa cattolica, in una geografia che nasce dalla storia della salvezza, prima che dalla storia nazionale.[…]
La Castagnavizza va identificata non solo come complesso artistico e storico, o per interesse turistico, o – come ormai è invalso da decenni anche fra noi – come sepolcreto monumentale dei Borboni di Francia. Un santuario, in cui il nativo senso religioso della creatura trova risposta adeguata nella mobilitazione di un cammino, che porta là, dove il Divino si è fatto presente nel tempo, in modo umanissimo, eppur straordinario: nel senso che un andar “oltre” e “altrove”, educando la propria coscienza ad una vita che è cammino di significato e di rapporti propositivi, non vagabondaggio di sentimenti o drammatica avventura senza certezze.
Ricordo che proprio qui, qualche anno fa, il grande studioso francese Andrè Vauchez, ad un incontro sui “Santuari di confine?”, indicava nel pellegrinaggio “come salita e come soglia aperta”, una storia che non solo recupera un patrimonio indiviso, legato alla riscoperta di un passato degno di interesse, ma che appare “doverosa attenzione alla realtà vissuta e partecipata di credenti e di molti altri, in quanto corrisponde ad alcuni bisogni personali dell’umanità”.
Per questo, non posso non interrogarmi anche qui – come abbiamo fatto a Monte Santo – sul perché sia bastato un confine per isolare la Castagnavizza dalla sua città e viceversa: un vuoto di due generazioni che hanno ignorato il suono di queste campane ed il suo significato per la propria umanità. Non diamo colpa ai confini: sono caduti ma è rimasto il muro dei nazionalismi e del secolarismo: per cui anche dall’Italia andar oltre il confine aveva allora come meta solo la caccia o la gastronomia. Penso anche al santuario di Monte Lussari, dove sloveni e carinziani hanno continuato a salire anche dopo lo strazio del fratricidio.
Ascoltiamo queste campane che suonano: non per rinnovare una tradizione popolare: ma perché si tratta del suono dell’Angelus e del Resurrexit: è la voce della comunione cattolica e della chiamata personale alla verità del proprio “io”: nel perdono e nella speranza del popolo cristiano».

(da Voce Isontina)

6/8/2011
CAMPANARI IN FESTA TRA DUE CITTÀ
Il Santuario della Castagnavizza ospiterà la 5ª Festa dei Campanari del Goriziano

Se c’è un luogo che non si può tralasciare per comprendere l’“anima” di una città, questo è senz’altro il Santuario della Castagnavizza. L’itinerario migliore per arrivarci è a piedi, salendo l’antico ciottolato di via della Cappella che si trasforma in un piccolo sentiero immerso nel bosco, prima di giungere ad uno spiazzo che è un vero e proprio balcone tra due città.
Da una parte Gorizia, dominata dalla severa mole del castello e contraddistinta dai tanti campanili a cipolla, dall’altra Nova Gorica con i moderni edifici, Salcano e in alto Monte Santo.
Sarà proprio su questo colle della Castagnavizza che sabato 3 settembre si daranno appuntamento tutti gli scampanotadôrs per la quinta edizione della «Festa dei Campanari del Goriziano», occasione per far risuonare con particolare intensità le tre campane del santuario, il cui suono è avvertito nitidamente nelle due città.
La festa è un momento sempre più atteso dai suonatori di campane e anche da tanti amici che ogni anno si aggiungono a noi per condividere un pomeriggio che si preannuncia particolarmente ricco di significati.
L’incontro inizierà, come di consueto, dall’alto del campanile con il concerto di campane eseguito in successione da tutte le squadre del Goriziano, per continuare con il convegno che si svolgerà presso la sala maggiore del convento francescano.
Il primo intervento sarà tenuto dal professor Luigi Tavano, che inquadrerà storicamente il santuario, soffermandosi sull’anniversario dei 200 anni di presenza dei Padri Francescani alla Cappella (1811-2011) che ricorre proprio quest’anno, non tralasciando, però, le vicende novecentesche con il confine di stato capace di tranciare il plurisecolare legame con Gorizia e di crearne uno nuovo con Nova Gorica come prima parrocchia della città.
Il secondo intervento vedrà la presenza del dottor Mirko Rossi, giovane presidente dei Campanari Bolognesi, che racconterà la sua esperienza alla guida del sodalizio di suonatori di campane che è stato tra i primi, nel 1912, ad istituirsi come associazione e che è prossimo ad inaugurare un anno di particolari festeggiamenti per il centenario di fondazione.
Verrà a raccontarci come l’esperienza associativa abbia rappresentato un valore fondamentale per la conservazione dell’arte campanaria bolognese, che a tanti anni di distanza continua ad essere feconda e vivace.
Concluderemo con la Celebrazione Eucaristica che sarà presieduta quest’anno da mons. Metod Pirih, vescovo di Capodistria, che ha accolto volentieri l’invito a partecipare a questo momento di fede condivisa tra suonatori italiani e sloveni.
Salire alla Castagnavizza sarà un’occasione, dunque, per attingere nuova forza nell’impegno di vivere una fede profondamente fedele alle persone e alla realtà sociale e territoriale nella quale ci troviamo. Cristiani nel Goriziano e per il Goriziano, consapevoli di essere, qui ed ora, in un tempo favorevole per un messaggio di speranza rivolto all’uomo di oggi.
I tanti ragazzi e giovani che si sono avvicinati quest’anno all’associazione sono un segno che non può lasciarci indifferenti: rappresentano uno stimolo per rafforzare l’identità associativa e per responsabilizzarci ad un cammino di educazione alla vita buona del Vangelo che anche nell’esperienza del campanaro non può venire meno.
Andrea Nicolausig

(da Voce Isontina)

06/08/2011
SAN NICOLÒ: INAUGURATO IL CAMPANILE

Una folla attenta e partecipe ha vissuto nelle scorse settimane l’inaugurazione del rinnovato campanile di San Nicolò di Ruda. I lavori si erano resi necessari per mettere in sicurezza l’intera struttura, che da parecchi anni richiedeva dei lavori di una certa consistenza, a partire dalle facciate e dalla copertura in mattoni che mostrava i segni del tempo. Il castello che sorregge le campane è stato interamente restaurato scegliendo di mantenere l’esistente suono manuale a corda.
Per l’occasione si è svolta una solenne Concelebrazione Eucaristica che è stata presieduta da S.E. l’Arcivescovo mons. Dino de Antoni, attorniato dal parroco di Ruda don Piero Facchinetti e dal parroco emerito mons. Francesco Plet.
Alla conclusione del rito, dopo una breve illustrazione dei lavori eseguiti, l’attesa benedizione alla presenza del sindaco dott.ssa Palmina Mian e di numerose altre autorità.
Ad accompagnare la lieta giornata alcuni gruppi di scampanotadôrs dei dintorni che hanno suonato le tre campane centenarie. Tutto il concerto, infatti, è del 1908, fuso -come si legge impresso sulla campana maggiore- «Per onorare il 60° di regno di S. M. l’Augustissimo, il paese di San Nicolò fece fondere queste 3 campane nell’anno 1908» dalle Fonderie Francesco Broili di Gorizia.

(da Voce Isontina)

6/8/2011
INCONTRO DEI GIOVANI CAMPANARI AD AQUILEIA

La vigilia della solennità dei Santi Ermagora e Fortunato, patroni dell’Arcidiocesi di Gorizia e della Regione Friuli Venezia Giulia, è stata animata quest’anno ad Aquileia da un concerto di campane del tutto speciale. Protagonisti, nel tardo pomeriggio, un bel gruppo di bambini, ragazzi e giovani di età inferiore ai 25 anni che hanno dato prova della loro abilità - non senza un pizzico d’emozione - dall’alto del campanile di Popone.
L’esperienza si è rivelata piacevole in quanto era la prima volta che veniva organizzato un incontro organizzato esclusivamente per i giovani, a conclusione delle Scuole Campanarie.
I doverosi ringraziamenti vanno ai responsabili dei corsi Renzo Buffin ed Emanuele Franco per Cervignano, Alessio Marega per Gorizia e Vanni Marega per San Lorenzo che con passione ed impegno hanno seguito i nuovi campanari; alla Fondazione So.Co.B.A e alla parrocchia di Aquileia il grazie per l’ospitalità con la speranza di riproporre l’appuntamento anche il prossimo anno.

(da Voce Isontina)

6/8/2011
PARTECIPATA GITA ALLA CAMPANA DELLA PACE DI ROVERETO

Una numerosa comitiva ha partecipato questa primavera alla gita organizzata dall’associazione «Campanari del Goriziano» che ha avuto come meta la Campana della Pace di Rovereto. La campana, la più grande al mondo che suoni a distesa, venne fusa nel 1924 per onorare i Caduti di tutte le guerre e per invocare pace e fratellanza tra i popoli del mondo intero.
Il gruppo di campanari, dopo aver partecipato alla Santa Messa celebrata dall’assistente don Moris Tonso, ha potuto ascoltare dal vivo i cento rintocchi, che hanno evocato in tutti profonda emozione, prima di proseguire la giornata con la visita alla città di Trento guidati con maestria dal prof. Giulio Tavian.

(da Voce Isontina)

26/02/11
Sono 27 i gruppi presenti in diocesi
UN GRUPPO DI SCAMPANOTADÔRS IN PARROCCHIA?

Se oggigiorno le campane possono suonare senza l’ausilio dell’uomo, quest’ultimo non può essere sostituito per quanto riguarda lo scampanio.
Nel nostro territorio è usuale che le grandi feste cristiane siano sottolineate da un suono allegro e festoso delle campane. Per realizzarlo, però, è necessario disporre in parrocchia di un valido gruppo di scampanotadôrs, capaci di far scaturire dai sacri bronzi infinite melodie – una cinquantina quelle censite nel Goriziano – e di contribuire così ad un servizio che diventa allo stesso tempo annuncio.
Ad oggi, facendo riferimento al territorio dell’arcidiocesi, sono ventisette le parrocchie che dispongono di una squadra di suonatori, per un totale di circa centodieci suonatori; numero che diventa di centoquaranta unità contando anche le sei squadre dei decanati di Nova Gorica, San Pietro e Vipacco.
Le squadre sono composte mediamente da tre o quattro membri, in alcuni casi da uno soltanto ma anche da otto o dieci persone e sono diffuse in buona parte del territorio diocesano: cinque squadre nei decanati di Cervignano, Cormons e Gradisca, quattro in quelli di Sant’Andrea e Visco, due a Gorizia, una squadra a testa per i decanati di Aquileia e Monfalcone, mentre i decanati di Duino e Ronchi risultano per ora sprovvisti. Molti gruppi, oltre a suonare nel proprio paese, vengono invitati in altre comunità per feste patronali o processioni svolgendo così un gradito servizio in località dove l’assenza di suonatori si fa più sentire.
Proprio per ovviare al bisogno di formare nuovi gruppi a servizio delle parrocchie, sulla scia della ventennale scuola di San Lorenzo sono nati altri tre corsi per apprendisti suonatori che si svolgeranno nei prossimi mesi di marzo e aprile a Gorizia, Gradisca e Cervignano.
In ogni campanile ci sarà un responsabile che guiderà i partecipanti a muovere i primi passi nel mondo delle campane, con l’esecuzione di semplici melodie e l’obiettivo di diventare validi scampanotadôrs. In questi tre anni sono stati diciotto i nuovi campanari del Goriziano: bambini, giovani e meno giovani che hanno frequentato i corsi e che oggi prestano servizio all’interno dei vari gruppi locali. Per farsì che nei nostri paesi il suono delle campane sia ancora “a misura d’uomo”.
Andrea Nicolausig

(da Voce Isontina)

CORSI PER CAMPANARI 2011

GORIZIA
campanile di Piedimonte/Podgora
sabato ore 17.00 - 18.00
marzo (5,12,19,26) aprile (2)

GRADISCA
campanile del Duomo
giovedì ore 17.30 - 18.30
marzo (3,10,17,24,31)

CERVIGNANO
campanile di Scodovacca
sabato ore 17.00 - 18.00
marzo (5,12,19, 26) aprile (2)

26/02/11
RICCO PROGRAMMA DI INIZIATIVE PER L’ANNO 2011

GITA ALLA CAMPANA DELLA PACE DI ROVERETO
L’associazione ha organizzato per domenica 3 aprile 2011 una gita sociale in Trentino aperta a suonatori, familiari ed amici. Si prevede la visita alla «Fondazione Opera Campana dei Caduti» di Rovereto: il museo che racconta la storia della campana più grande al mondo che suoni a distesa. Successivamente, dopo la Santa Messa celebrata da don Moris, la comitiva avrà la possibilità di ascoltare il suono dell’imponente campana. La giornata si concluderà con la visita guidata del centro storico di Trento.

PELLEGRINAGGIO A BARBANA
L’annuale pellegrinaggio a Barbana si terrà il giorno sabato 28 maggio 2011. Si prevede l’imbarco alle ore 14.00 a Grado, seguito dallo scampanio presso il campanile del Santuario e dalla celebrazione della Santa Messa presieduta dall’assistente. A seguire la cena insieme presso una nota trattoria della Bassa.

51° RADUNO NAZIONALE
L’associazione sarà presente al raduno nazionale dei suonatori italiani, organizzato quest’anno dall’associazione udinese Scampanotadors Furlans l’11 e il 12 giugno a Cividale del Friuli.

FESTA DEI CAMPANARI ALLA CASTAGNAVIZZA
E’ stato scelto il Santuario della Castagnavizza quale sede della 5^ Festa dei Campanari del Goriziano, che si svolgerà sabato 3 settembre 2011. Il luogo, altamente significativo, sarà un’ulteriore tappa offerta dall’associazione per la riscoperta della particolare storia dei santuari del Goriziano. Il pomeriggio prevederà come di consueto la rassegna campanaria seguita da alcune relazioni e dalla Concelebrazione Eucaristica.

A SCUOLA… DI CAMPANE
Procede il progetto di sensibilizzazione sull’arte campanaria rivolto alle scuole del territorio diocesano. Quest’anno sarà coinvolta la Scuola Primaria di San Pier d’Isonzo. Si prevede un incontro di conoscenza sul mondo delle campane e la visita al campanile della Basilica di Aquileia.

CATALOGAZIONE
É iniziato il progetto di catalogazione delle campane e dei campanili della diocesi con il primo decanato. Nel 2010 è stato pubblicato il volume «Storia del campanile di San Lorenzo (1570-1925)» di Vanni Marega e Liliana Mlakar.

CAMPANE PER LE MISSIONI
Continua il progetto «Campane per le missioni» che ha portato alla realizzazione di 6 campane per le missioni in Costa d’Avorio: 5 dalla comunità di Cervignano e da vari offerenti e una dalla parrocchia di Aiello.

SOLIDARIETÀ
Nei giorni scorsi si è svolto il tradizionale pranzo annuale degli scampanotadôrs, che ha visto riunite oltre un centinaio di persone. Durante l’incontro si è svolta una lotteria il cui esito molto generoso di 1.050 Euro è stato destinato alla «Via di Natale» di Aviano, con la quale è attiva una collaborazione di lunga data.

(da Voce Isontina)

26/02/11
CAVENZANO: CAMPANILE A NUOVO

Domenica 13 febbraio, in un’atmosfera festosa, arricchita da archi, drappi e bandiere, è stata celebrata a Cavenzano la ricorrenza di San Valentino.
Al termine dell’Eucaristia, presieduta da don Giordani e concelebrata da mons. Tuni e mons. Stafuzza, si è svolta la tradizionale processione lungo le vie del borgo accompagnata da un gradevole scampanio ad opera dei valenti suonatori locali.
Quindi si sono susseguiti alcuni interventi, tra cui l’apprezzata relazione del prof. Giulio Tavian, che ha inquadrato con precisione le vicende storico-artistiche della chiesa e del campanile di Cavenzano. Quest’anno, infatti, ai festeggiamenti si è unita anche l’inaugurazione dei lavori che hanno interessato negli ultimi mesi il campanile.
Il primo intervento è consistito nell’acquisto delle nuove corde per il suono delle campane, che partono dalla cella campanaria e giungono sino a terra. Si è trattato di una scelta voluta per mantenere in funzione uno dei pochissimi campanili dell’Arcidiocesi che non è stato elettrificato in tempi recenti e si conserva ancora come un tempo.
Con un secondo intervento è stato smantellato l’impianto elettrico esistente, sostituito con uno nuovo che prevede anche l’illuminazione dei singoli piani (in numero di sette) e della cella campanaria.
Il terzo intervento ha riguardato l’orologio, fermo da diversi anni, che è stato sostituito integralmente, se si esclude il restauro delle vecchie lancette. Si compone di più parti: il quadro di comando, la macchina dell’orologio che dall’interno aziona le grandi lancette esterne ed un martello battente posizionato su un apposito supporto accanto alla campana grande. Anche l’unico quadrante esterno che si rivolge verso la piazza è stato restaurato e ridipinto con tinte policrome, riproponendo gli antichi colori che il tempo aveva ormai cancellato.
I lavori, sollecitati dal locale gruppo scampanotadôrs, sono stati resi possibili dalla collaborazione con l’associazione Campanari del Goriziano, la parrocchia di Campolongo e con il contributo dell’amministrazione comunale di Campolongo-Tapogliano.

(da Voce Isontina)

27/11/10
Innovativo progetto in collaborazione con l’Arcidiocesi
AL VIA IL CENSIMENTO DELLE CAMPANE
Occasione propizia per un ripensamento della loro funzione e del valore insostituibile per ogni comunità cristiana

Partirà nei primi mesi del 2011 il censimento dei campanili e delle campane dell’Arcidiocesi di Gorizia. Si tratta di un progetto innovativo - in quanto non esistono altre rilevazioni al di fuori dei carteggi relativi alle requisizioni belliche - volto a fornire una «fotografia» di questi edifici che segnano il nostro paesaggio e, con il suono delle campane, lo scorrere delle nostre giornate.
Il lavoro preparatorio, svoltosi nell’ultimo anno, ha portato alla realizzazione di un modulo nel quale saranno inserite le informazioni raccolte mediante apposito sopralluogo.
Il progetto, che ha ricevuto nei mesi scorsi il nulla osta da parte della Curia Arcivescovile, procederà con un decanato alla volta e si avvarrà della competenza di alcuni professionisti.
Il rilevamento partirà dalle campane, delle quali verranno rilevati oltre al fonditore e all’anno di fusione, molti altri dati tecnici che vanno dal diametro, all’altezza, al peso, alla nota. Particolare attenzione verrà riservata, inoltre, alle iscrizioni e alle raffigurazioni presenti sulle campane.
Del campanile saranno analizzate, tra le numerose voci, l’anno di costruzione, la struttura portante, la rifinitura delle facciate, la tipologia delle scale e dei solai e lo stato di conservazione generale; non mancherà l’attenzione alla struttura portante delle campane e alla presenza di orologi e relativi quadranti.
L’ultima fase dell’analisi consisterà nella trascrizione degli annunci che quotidianamente si effettuano con le campane in ogni paese: dall’Ave Maria mattutina, all’Angelus, al De Profundis, per passare ai rintocchi delle ore, agli annunci delle Sante Messe e di particolari riti, alle modalità di suono ed alle diverse campane impiegate.
Un censimento che comprende, dunque, un’analisi architettonica, musicale, culturale e liturgica, in modo da poter offrire in futuro una panoramica senz’altro esaustiva.
L’analisi degli annunci tipici di ogni comunità parrocchiale si propone anche come stimolo per una riflessione sull’importanza di riconoscere e non disperdere il loro significato.
In un tempo nel quale il suono delle campane è talvolta messo in discussione, il censimento sarà l’occasione propizia per un ripensamento della funzione e del valore insostituibile delle campane per ogni comunità cristiana.

Andrea Nicolausig

(da Voce Isontina)

27/11/10
IN BREVE

PREMIATI I NUOVI CAMPANARI
Nell’ambito della Festa sono stati premiati i nuovi allievi che hanno frequentato le Scuole Campanarie: Dimitri Andrian di Campolongo, Michele Bruniera di Cervignano, Giacomo Marcuzzi di Ajello, Giacomo Pecini di Privano e Marco Postir di Romans. Un segno di fiducia e speranza.

SAN LORENZO: 22° CORSO PER CAMPANARI
É ripartita in questi giorni a San Lorenzo Isontino la tradizionale scuola per campanari, diretta dal maestro Giovanni Marega - recentemente insignito del Cavalierato di San Silvestro Papa - con l’aiuto dei collaboratori Gabriele e Matteo. Il corso è aperto a ragazzi ed adulti e si svolgerà fino a febbraio ogni mercoledì dalle 17.30 alle 18.30 sul campanile del paese.

20.a RASSEGNA A STRASSOLDO
Saranno numerose, quest’anno, le squadre di campanari che si ritroveranno il 4 dicembre a Strassoldo. Ricorre, infatti, la ventesima edizione della «Rassegna dai scampanotadôrs» organizzata presso il campanile del paese in occasione della ricorrenza di San Nicolò. Venti anni di costanza ed impegno per la numerosa squadra locale, che ha saputo nel tempo rinnovarsi ed è sempre in prima linea nel campo della solidarietà. Appuntamento a partire dalle ore 14 nel borgo di Strassoldo.

GUSTA’ DAI SCAMPANOTADÔRS
Si rinnoverà domenica 30 gennaio, in una nota trattoria, il tradizionale «gustà dai scampanotadôrs». Il pranzo sarà occasione per trascorrere alcune ore all’insegna dell’allegra convivialità tra suonatori, familiari e amici. Non mancherà la consueta Lotteria il cui ricavato, sempre molto generoso, sarà destinato alla Via di Natale.

(da Voce Isontina)

27/11/10
L’omelia di mons. De Antoni
“UN SUONO CHE RICORDA LA PRESENZA DI DIO”

Ancora vivi gli echi della festa svoltasi a San Lorenzo Isontino

Non si è ancora spento l’eco della festosa giornata che gli scampanotadôrs hanno vissuto lo scorso 4 settembre insieme alla comunità di San Lorenzo Isontino. La chiesa parrocchiale è riuscita a stento a contenere il pubblico accorso per la presentazione del volume «Storia del campanile di San Lorenzo (1570 - 1925)» nell’ambito della «4.a Festa dei Campanari del Goriziano».
Pubblichiamo di seguito i passi centrali dell’omelia pronunciata da mons. De Antoni nel corso della Concelebrazione Eucaristica.

«Il suono della campana è un segno linguistico che ritma l’ininterrotto cammino di fede nel succedersi delle varie tappe della vita e delle varie generazioni. Il suono della campana è segno ritualmente importante, perché chiama i fedeli alla preghiera, all’ascolto, all’incontro con Dio, oltre che annunciare i momenti lieti e tristi della comunità cristiana. Esso è carico di sacralità. Lungo la valle, in montagna, si carica di significati arcani, rompe i silenzi della sera con un timbro squillante che annuncia l’arrivo della notte. Altre volte suscita atmosfere arcane e familiari, ora gioiose, ora funesti. Voi, “scampanotadors”, vi avvicinate a tali segni recuperandone il senso profondo e ben sapete che il ripetersi degli scampanii risveglia in ogni credente, ma anche negli altri, il senso religioso e civile della memoria collettiva e del destino eterno. Voi state riscoprendo, e aiutare gli altri a riscoprire, le campane nella loro “funzionalità” e materialità, conoscete la genesi di una lingua e gli strumenti per esprimerla.
Grazie al sig. Marega voi oggi siete ravvicinati alla storia locale riemersa da particolari circostanze, ripresentata attraverso personaggi scomparsi.
Voi ben sapete che dietro ogni campana ci sono committenze, maestranze, campanari, parroci, confraternite, fedeli che tornano alla ribalta ogni volta che si suona, anche se non da tutti conosciuti.
Legata alle campane c’è una miriade di persone che hanno lavorato, offerto, sacrificato parte di sé.
Ogni volta che suonate non dimenticate che voi poggiate i piedi su generazioni che vi hanno preceduti e che siete sulle spalle di giganti che hanno chiamato generazioni di uomini all’esperienza della fede.
Attraverso le campane si può raccontare la storia più intima e più grande di ogni paese cristiano.
Il loro messaggio è universale, teofanico (capace cioè di innalzare lo sguardo verso l’alto), sociale perché capace di sospingere alle urgenze comuni, mediatore anzi quasi sacerdotale perché media tra cielo e terra, cultuale perché suggerisce l’orazione mentale, annunciatore del Vangelo, un grande libro aperto, un invito a credere al fine di comprendere.
Carissimi scampanotadors, in una cultura in cui corriamo il rischio della dispersione delle radici cristiane e della memoria storica, campane e campanili possono incentivare l’appartenenza di una collettività al territorio e al vissuto.
Grazie del servizio che prestate, soprattutto se lo vivete come esperienza pubblica del culto, della catechesi, della cultura e della carità.
Avete, spesso in numerosi assetti urbanistici dei terribili concorrenti: altri mezzi di diffusione del suono. Nelle città il suono delle campane è poco tollerato, molti sono indifferenti al richiamo delle campane e le nuove generazioni fanno fatica a riconoscersi nel loro campanile.
Con prudenza e rispetto voi dovete tuttavia continuare nell’annuncio del Vangelo.
Si tratta di ridare comprensibilità a tale signum senza turbare la quiete pubblica.
Non si capisce perché in una società dove l’inquinamento acustico è generalizzato (trasporto, divertimento…) il suono delle campane possa infastidire.
Noi pensiamo che esso può ricordare all’uomo la presenza di Dio o, almeno, evocare il ritmo del creato. Voi non siete una reliquia culturale, voi suonate per raccogliere i fedeli in santa assemblea.
Voi indicate il vissuto ecclesiale. E le ore segnate dal suono dei vostri strumenti non servono solo a scoccare cronologicamente le ore, ma indicano il pellegrinaggio spirituale verso Dio.
Una frequente iscrizione campanaria incisa nei bronzi così suonava:
“Laudo Deum verum, plebem voco, congrego clerum. Vox mea, vox vitae, voco vos ad sancta, venite. Defunctos ploro, nimbum fugo, festa decoro”
“Rendo anzitutto lode a Dio, invito i fedeli, raduno il clero. La mia voce è quella della vita. Vi chiamo ai divini misteri, venite. Suggerisco le preghiere per i morti, allontano gli uragani, rendo gioiose le feste”.
Di fronte alla sacralità della vita e dell’essere umano, ogni vostro rintocco è pieno di divino.
Siate “scampanotadors” degni di ciò che fate».

Dino De Antoni
Arcivescovo Metropolita

(da Voce Isontina)

11/09/2010
I campanari del Goriziano hanno celebrato la loro festa a San Lorenzo
SCAMPANOTADÔRS: CHIAMATI AD ANNUNZIARE IL MISTERO DELLA FEDE

La grande famiglia degli scampanotadôrs goriziani si è riunita lo scorso sabato a San Lorenzo per il loro quarto raduno annuale.
Dopo gli appuntamenti di Montesanto, di Medea e di Monte Grado di Merna è spettato al paese isontino ospitare questa edizione della festa dell’arte campanaria isontina.
Ed è stata una giornata indimenticabile sotto diversi aspetti. Innanzitutto per la larga partecipazione, con quasi venti gruppi partecipanti in rappresentanza dei campanari della provincia di Gorizia, del mandamento di Cervignano e della vicina Slovenia dai più giovani ai più anziani tutti accomunati dalla passione per il suono delle campane. A questo proposito è da segnalare il caso di Davide Clocchiatti, figlio del sindaco di San Lorenzo, il quale, per partecipare alla giornata di festa è rientrato per qualche giorno in paese dall’estero dove lavora ed è subito ripartito l’indomani.
La manifestazione, come da tradizione, è culminata con la celebrazione della santa messa in lingua latina presieduta dall’Arcivescovo di Gorizia mons. Dino De Antoni, ed accompagnata dalla corale “Sant’Adalberto” di Cormòns. Ed è stato proprio nel corso dell’omelia che mons. De Antoni, per la prima volta presente al raduno, ha reso omaggio a tutti gli scampanotadôrs definendoli “annunziatori del mistero della fede” e custodi della migliore tradizione cristiana.
Ma il quarto incontro dei campanari isontini è stata soprattutto una festa per la comunità di San Lorenzo grazie alla presentazione del volume «Storia del campanile di San Lorenzo (1570-1925)» di Vanni Marega e Liliana Mlakar. Quest’opera, frutto delle lunghe ricerche archivistiche di Marega e dei testi redatti dalla prof.ssa Mlakar, narra le vicende delle torri campanarie del paese che si sono susseguite dal 1570, anno della visita pastorale dell’Abate di Moggio, Bartolomeo da Porcia, fino al 1925. Una storia di identità paesana, un viaggio nell’architettura che, partendo dall’antico campanile a vela, arriva fino all’attuale torre «alla veneziana» costruita alla fine del XIX secolo da Girolamo d’Aronco di Gemona, artigiano particolarmente attivo nell’edilizia sacra, ma più conosciuto come padre di Raimondo, autore tra l’altro del progetto per il municipio di Udine.
Una torre campanaria, quella sanlorenzina, che dall’alto dei suoi 45 metri (praticamente la stessa altezza della ben più celebre «Statua della Libertà» che domina le ultime propaggini della pianura friulana e contraddistingue da oltre un secolo il panorama del paese.
Quale coronamento della festa per il paese, a conclusione della Santa Messa, l’arcivescovo De Antoni ha reso noto all’assemblea che la Santa Sede ha insignito lo stesso Vanni Marega del titolo di cavaliere di San Silvestro Papa e Martire, onorificenza pontificia concessa ai cattolici che si dedicano attivamente alla vita della chiesa. Un giusto riconoscimento che va a premiare l’impegno di Vanni Marega come scampanotadôr di lungo corso, maestro e promotore della locale «Scuola di musica per campane» che ormai da vent’anni forma giovani generazioni di campanari, ma anche quale profondo conoscitore e custode della storia, delle peculiarità e dei segreti del campanile di San Lorenzo, ma soprattutto persona semplice e riservata, di quelle che preferiscono il fare all’apparire. E proprio per questo la notizia della concessione dell’onorificenza papale è stata salutata da un lungo applauso e dalla viva partecipazione di tutta l’assemblea che ha voluto così tributare, al cav. Marega, la propria attenzione e stima.

Feliciano Medeot

(da Voce Isontina)

7/8/2010
«GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE»
Oltre venti anni di «Scuola per campanari» a San Lorenzo

Ogni comunità cristiana si caratterizza per alcuni aspetti peculiari che testimoniano la capacità di «abitare la fede» con originalità, ma nella fedeltà all’Evangelo.
A San Lorenzo questa particolarità è rappresentata dalla «Scuola per campanari», attiva da più di due decenni sul campanile del paese, finemente restaurato e considerato dai suoi frequentatori alla stregua di un salotto, per la cura minuziosa con cui è tenuto.
I corsi, nati da una brillante intuizione, seguono un programma più che consolidato: si inizia in novembre dopo la festa di San Martino e si prosegue ogni mercoledì sino all’inizio della Quaresima.
Come gli allievi della «Scuola di musica» si ritrovano nella loro sede, così gli allievi campanari si ritrovano sulla cella delle campane. La scelta della stagione invernale, a prima vista, potrebbe stupire, ma fa parte di un preciso disegno. Con il freddo le esibizioni degli scampanotadôrs sono più rare e quindi c’è più tempo per dedicarsi alle prove; in secondo luogo nel tardo pomeriggio l’oscurità è già piena e le case hanno le imposte ben chiuse.
Ecco che i campanari, con grande sensibilità per arrecare il minimo disturbo, salgono le scale della torre e si ritrovano a tu e per tu con i maestosi strumenti musicali.
Spartiti alla mano, la lezione inizia sotto la guida dell’esperto Vanni, che sa accompagnare con maestria gli allievi dal primo approccio sino a diventare dei veri e propri esperti del mestiere.
Così, nel cielo di San Lorenzo, si cominciano a sentire delle ovattate melodie, stentate e traballanti dai nuovi arrivati, dolci e melodiose da parte dei veterani.
L’equipaggiamento è ben poca cosa: un paio di tappi per proteggere l’udito e un abbigliamento consistente, perché in alto il vento soffia.
Manca, invece, ciò che in tutti i corsi è un requisito indispensabile: il costo di iscrizione. E il tutto diventa paradossale. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10, 8): ecco la logica, che solo nel tempo dimostra la sua forza. Si comprende come nella vita non tutto ha un costo, ma ci può essere anche la dimensione del «dono».
Terminata l’oretta tutti si ritorna a casa o ci si ferma un po’ in compagnia, perché la scuola di campane è anche scuola di vita e di condivisione. Infatti, se il campanile è per San Lorenzo un punto di riferimento, Vanni lo è per i suonatori, che in lui sanno di trovare sempre una parola non scontata, bensì di consiglio e di indirizzo per i loro percorsi di vita. I tanti giovani, sanlorenzini e non, che hanno frequentato il corso questo lo sanno bene.
In questi anni - con la nascita dell’associazione diocesana - altre scuole, su questo modello, sono state attivate in altri paesi. San Lorenzo non ha avuto paura di perdere l’originale, ma ha accettato di buon grado di essere «esempio» per altre comunità. Un altro dono non da poco.

Andrea Nicolausig

(da Voce Isontina)

7/8/2010
IN UN VOLUME LA STORIA DEL CAMPANILE DI SAN LORENZO
La presentazione il 4 settembre in occasione della 4ª Festa dei Campanari del Goriziano

Verrà presentato sabato quattro settembre il volume «La storia del campanile di San Lorenzo (1570-1925)» di Giovanni Marega e Liliana Mlakar, edito dalla Parrocchia di San Lorenzo.
Un’opera a quattro mani frutto di svariati anni di appassionate ricerche archivistiche, che hanno portato alla luce una quantità considerevole di fonti inedite sul ridente paese del Goriziano.
La pubblicazione, coadiuvata da un buon apparato critico e iconografico, è un’autentica miniera di informazioni, date ed avvenimenti per conoscere una storia solo all’apparenza particolare, ma che intreccia senza sosta ampi stralci delle complesse ed affascinanti vicende del nostro territorio.
Non si tratterà di una semplice presentazione, in quanto questa si inserirà nella festosa cornice della «4ª Festa dei Campanari del Goriziano» che si svolgerà, per la prima volta, in un paese dalla radicata tradizione campanaria.
La giornata inizierà, come di consueto, nel primo pomeriggio con il concerto di campane, che vedrà protagoniste tutte le squadre di scampanotadôrs del Goriziano italiano e sloveno. Una alla volta si esibiranno suonando con maestria le loro melodie tradizionali dall’alto del campanile di San Lorenzo.
Di seguito, presso la chiesa parrocchiale, si terrà la presentazione del libro sul campanile, nel corso della quale interverrà il professor Ferruccio Tassin, dell’Istituto di storia sociale e religiosa e gli autori. Chiuderà questo momento la cerimonia di premiazione dei nuovi suonatori che hanno frequentato, nel corso di quest’anno, le Scuole campanarie. Alle ore 18.30 la celebrazione della Santa Messa che sarà presieduta per l’occasione dal nostro Arcivescovo mons. Dino De Antoni, che avrà la possibilità di conoscere da vicino la realtà dei Campanari del Goriziano. Il presule sarà affiancato dal parroco don Nino Bearzot e da don Moris Tonso, mentre la liturgia sarà accompagnata dalla corale «Sant’Adalberto» di Cormòns.
Una giornata che ci auguriamo possa coinvolgere, oltre ai suonatori, tutta la comunità di San Lorenzo, che ritroverà un pezzo della sua storia; un piccolo tassello di quella identità paesana di cui c’è sempre più bisogno per non vivere nell’anonimato, ma consapevoli delle proprie radici.

(da Voce Isontina) 

Aprile 2010
RIUSCITA GITA SOCIALE AL MUSEO DELLE CAMPANE

L’associazione «Scampanotadôrs dal Gurizan» ha vissuto domenica 21 marzo una bella gita al «Museo Veneto delle campane» e alla città di Vicenza. Una cinquantina i partecipanti tra scampanotadôrs, parenti, amici e appassionati dell’arte campanaria. Il tempo uggioso che ha distinto tutta la giornata, non ha tuttavia scoraggiato l’intera comitiva che al mattino presto si è messa in viaggio alla volta di Montegalda per raggiungere Villa Fogazzaro-Colbachini. Infatti parte della villa è ora sede del Museo Veneto delle Campane, la più ricca e curata collezione di campane in Italia. Al nostro arrivo, siamo stati accolti dalla guida che ci ha accompagnati lungo tutto il percorso del museo in cui abbiamo avuto modo conoscere e vedere mediante un video come “nasce” una campana e di osservare diverse tipologie di campane che fanno bella mostra di sé nelle sale dell’antica villa. La visita si è poi conclusa con un concerto di dodici campane suonate “a tastiera”, un sistema tipico di Lombardia e Veneto, da un abile e giovane campanaro del posto. Al termine, ci siamo poi portati a Montegaldella dove abbiamo avuto modo di assistere ad una esibizione di una squadra di campanari locali che hanno suonato le 12 campane della propria parrocchiale secondo il sistema veronese. Secondo questa modalità, le campane, vengono portate e trattenute con la bocca rivolta verso il cielo, quindi fatte ruotare in maniera tale da poter, con i loro squilli sincronizzati e cadenzati, eseguire melodie secondo specifici spartiti. Questa tecnica è praticamente sconosciuta nei nostri paesi e proprio per questo ha suscitato la meraviglia, lo stupore e l’apprezzamento di tutti i presenti. Dopo un lauto pranzo presso una trattoria della zona, ci siamo portati al Santuario della Madonna di Monte Berico per la celebrazione della S. Messa; la particolarità del luogo e la chiesa affollata di fedeli l’ha resa ancora più sentita e partecipata. Al termine della celebrazione, il tempo libero a disposizione è stato utilizzato per una visita al centro storico di Vicenza prima del rientro a casa nella serata. L’uscita quindi è stata più che positiva e molto apprezzata, non solo per la bellezza del programma, ma soprattutto come momento di incontro e di amicizia tra campanari e simpatizzanti prima delle grandi rassegne dei scampanotadôrs che tra poco avranno inizio nei diversi paesi del Goriziano.

don Moris

(da Voce Isontina)

Febbraio 2010
IN BREVE

SCUOLE CAMPANARIE

Prenderanno il via a fine mese tre corsi di formazione per diventare «scampanotadôrs».
Il primo si svolgerà presso il campanile del Duomo di Gradisca il giovedì dalle 17.30 alle 18.30: Febbraio (25) Marzo (4,11,18,25) info: Andrea 338/2250535
Il secondo corso presso il campanile di Scodovacca il venerdì dalle 17.30 alle 18.30: Febbraio (26) Marzo (5,12,19,26) info: Renzo 0431/31374
Il terzo corso si svolgerà a Gorizia presso il campanile di Straccis il sabato dalle 16.30 alle 17.30: Febbraio (27) Marzo (6,13,20,27) info: Alessio 329/5737120.

GITA A VICENZA

Domenica 21 marzo 2010 si svolgerà la gita sociale al «Museo Veneto delle Campane» a Villa Fogazzaro a Montegalda (VI), che è uno dei musei più grandi dedicato unicamente alle campane. Seguirà il trasferimento presso il campanile di Montegaldella per assistere ad un’esibizione di suonatori di campane a sistema veronese. Nel pomeriggio il programma prevede la tappa al Santuario della Madonna di Monte Berico per la S. Messa presieduta dai Padri Servi di Maria e concelebrata da don Moris. Successivamente visita alla città di Vicenza.

FESTA DEI CAMPANARI A SAN LORENZO

É stata scelta la comunità di San Lorenzo Isontino quale sede della 4a edizione della «Festa dei Campanari del Goriziano» che si svolgerà sabato 4 settembre 2010. L’appuntamento ha visto in questi anni una crescente partecipazione e si conferma come un’occasione privilegiata di incontro tra suonatori, simpatizzanti e comunità locali.

A SCUOLA… DI CAMPANE

Procede il progetto di sensibilizzazione sull’arte campanaria rivolto alle scuole del territorio diocesano. Dopo il coinvolgimento nel 2007 della Scuola Primaria di Medea e nel 2008 della Scuola Media di Aquileia, quest’anno sarà coinvolta la Scuola Primaria di Fiumicello. Si prevede un incontro di conoscenza sul mondo delle campane e una visita ad un campanile del territorio, con prova pratica di scampanio.

SOLIDARIETÀ

Nei giorni scorsi, presso una nota trattoria, si è svolto il tradizionale pranzo annuale organizzato dagli scampanotadôrs della Bassa, che ha visto riuniti oltre un centinaio tra suonatori, familiari ed amici. Nel corso dell’incontro si è svolta una lotteria, il cui esito di 850 Euro è stato destinato alla «Via di Natale» di Aviano, con la quale è attiva una collaborazione di lunga data.
Nello scorso anno è stata instaurata, inoltre, una collaborazione con il Centro Missionario Diocesano, che ha portato alla realizzazione di tre campane per tre villaggi della Costa d’Avorio, frutto delle donazioni da parte dei parrocchiani di Cervignano e degli scampanotadôrs.

TRE CORDE PER OGNI CAMPANILE

Lontani sono i tempi in cui ogni campanile era adeguatamente attrezzato per suonare le campane a mano. Per ovviare a tale mancanza si sta concretizzando un progetto in collaborazione con le Amministrazioni Comunali e le parrocchie per dotare progressivamente tutti i campanili della dotazione di sostegni e corde per lo scampanio manuale. Lo scorso anno gli scampanotadôrs di Terzo hanno donato le corde per il campanile della Basilica di Aquileia. A Sant’Ambrogio a Monfalcone sono stati realizzati i sostegni per lo scampanio, grazie alla disponibilità di don Mirko e del sacrestano Mimmo. In collaborazione con il Comune e la parrocchia, si è intervenuti inoltre sul campanile di Mariano. Quest’anno sarà interessato dall’intervento il campanile del Santuario di Barbana.

(da Voce Isontina)

Febbraio 2010
LA CRISI? OCCASIONE PER RIPARTIRE

Il momento storico che stiamo vivendo non brilla di entusiasmo.
Il termine «crisi» è protagonista indiscusso non solo delle pagine dei quotidiani, ma anche della vita concreta di molte persone. Non è risparmiata neanche la vita ecclesiale.
Anche per gli scampanotadôrs del nostro territorio la realtà sembrava segnata. Squadre sempre più ristrette, assenza di ricambio generazionale, si rischiava di perdere un patrimonio di «letteratura di tradizione orale» non indifferente.
La crisi, però, molte volte nasconde quelle intuizioni capaci di generare uno sforzo comune per ripartire con rinnovato slancio.
L’anno che si è appena concluso, per i suonatori di campane del Goriziano è stato molto significativo. Se nel mese di giugno l’Associazione è stata riconosciuta civilmente, a fine novembre è giunto il riconoscimento «canonico» che accoglie i «Campanari del Goriziano» nella più vasta realtà delle Aggregazioni Laicali dell’Arcidiocesi di Gorizia.
Un segno, quest’ultimo, particolarmente significativo, ad indicare che l’impegno e la determinazione dimostrati dagli scampanotadôrs per un cammino unitario, è stato apprezzato e condiviso.
Allo stesso tempo rappresenta una responsabilità non indifferente, sapendoci chiamati ad «essere sempre più strumento di santità nella Chiesa, favorendo e incoraggiando una più intima unità tra la vita pratica dei membri e la loro fede» (Christifideles laici, 30).
Proprio per questo ci sembra significativo richiamare uno degli obiettivi fondamentali della nostra Associazione: creare «comunione» tra le persone, in un territorio che per decenni ha vissuto nella divisione e dove impostare sentieri di collaborazione ancora oggi non è scontato né facilitato.
«Il trovarci insieme, spero, ci aiuterà - scrive il nostro Arcivescovo - a comprendere che riusciremo ad essere sempre più credibili nella misura in cui cresceremo nella conoscenza di Gesù stando con Lui nello stare tra di noi» (Percorsi diocesani per l’anno 2009-2010, Linee guida).
Relazionarsi in modo positivo, infatti, è una tappa indispensabile anche per un percorso di fede.
Su queste basi è stato promosso un variegato insieme di progetti e attività al fine di non scivolare nell’ordinarietà, ma di iniziare a concretizzare i buoni intenti.
Possiamo e dobbiamo saper coniugare la tradizione con il suo significato più profondo e capace di interpellare l’uomo di oggi. É l’unica strada per vivere con entusiasmo il tempo nel quale viviamo - che non è migliore o peggiore di altri - e che può diventare significativo anche grazie al nostro impegno.

Andrea Nicolausig
Presidente «Campanari del Goriziano»

(da Voce Isontina)

Febbraio 2010
DAL CAMPANILE A RADIO DEEJAY

Si è rivelata una trasferta un po’ speciale quella vissuta da un gruppo di suonatori la domenica antecedente il Natale. Abituati a salire i campanili per poi iniziare a battere ritmicamente i battagli per spandere il suono in spazi indefiniti, i suonatori si sono sentiti un po’ fuori luogo all’interno di uno studio radiofonico. Ma andiamo con ordine. Tutto inizia da un contatto tramite internet con la redazione di Radio Deejay, l’emittente milanese a diffusione nazionale. La redazione sta cercando persone disponibili a raccontare la propria attività o la propria esperienza nei più disparati campi per comporre il palinsesto di una giornata fuori dai normali canoni. Una ventiquattro ore ricca di interventi e divertimento condotta dal popolare Trio Medusa. Ma a ripetersi frequentemente fra una canzone e l’altra o tra un intervento e la pubblicità è l’invito che viene fatto a tutti i radioascoltatori a partecipare ad una raccolta fondi a fine umanitario attraverso l’impegno del Cesvi, che si prodiga per la solidarietà mondiale.
Cosicché l’idea di avere dei campanari in studio che raccontano la loro esperienza convince ed entusiasma i conduttori e la redazione. Questa chiede poi di portare le campane in studio per una dimostrazione in diretta. «E adesso, come si fa?» Si sono chiesti i campanari. «Alla radio forse non sanno che le campane stanno sui campanili?» In tutto ciò è venuta in aiuto la parrocchia di Gradisca che ha a disposizione quattro piccole campane per le prove campanarie. Così, con la realizzazione di una struttura mobile costruita per l’occasione si è svolta la trasferta milanese completa di campane «portatili». Il risultato è stata un’accoglienza calorosa, stupore in radio e poi alcune brevi trasmissioni in diretta delle suonate e della nostra attività come associazione, allacciate alle scalette dei conduttori.
Al termine della giornata, oltre alla scampanata alternativa, è rimasta la consapevolezza di aver contribuito con il suono delle campane a sensibilizzare una meritevole raccolta fondi.

Giacomo Pantanali

(da Voce Isontina)

3 di disembar dal 2009
A MOSSA LA PRESENTAZION DAL LIBRI SCRIT DI CLAUDIO MONTANARI

Al “Grup Culturâl Furlan Scampanotadôrs di Mossa” insiema al Comun, a la Plevania e a l'Associazion dai 'sovins dal paîs, andà organisât una serada pa presentazion dal libri scrit di Claudio Montanari, dal titul "Musicisti di campane. Le campane, le bilicature, le forme di suono", stampât tal 2009 da "Libreria Musicale Italiana".

S'ciaria al placât e al invît da serada: