Febbraio 2012
PROGRAMMA DI ATTIVITÀ PER IL 2012
GITA IN ISTRIA: CAMPANILI E CITTÀ STORICHE
L’associazione organizza per domenica 18 marzo una gita sociale in
Istria rivolta a suonatori, familiari ed amici. Il programma prevede
la Santa Messa presieduta da don Moris presso la Basilica Eufrasiana
di Parenzo, seguita dalla visita al complesso paleocristiano e al
campanile. Nel pomeriggio è prevista la visita guidata alla
cittadina di Rovigno con salita al campanile di Sant’Eufemia.
PELLEGRINAGGIO A BARBANA
Sabato 19 maggio è previsto il consueto pellegrinaggio dei campanari
a Barbana. L’imbarco è previsto alle ore 14.00 a Grado, a seguire lo
scampanio sul campanile del Santuario e la Santa Messa presieduta
dall’assistente. A conclusione la cena insieme.
52.o RADUNO NAZIONALE A CENTO
Il raduno nazionale si terrà quest’anno domenica 27 maggio presso la
cittadina di Cento (Fe), organizzato dall’Unione Campanari Bolognesi
in occasione del loro centenario di fondazione (1912-2012).
L’associazione sarà presente con una delegazione.
INCONTRO GIOVANI CAMPANARI AD AQUILEIA
Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, viene riproposto un
incontro rivolto esclusivamente a bambini e giovani di età inferiore
ai 25 anni circa. L’incontro prevede lo scampanio sul campanile
della Basilica di Aquileia in occasione della vigilia dei Santi
Ermagora e Fortunato. L’incontro si terrà mercoledì 11 luglio nel
tardo pomeriggio e si concluderà con un momento conviviale.
FESTA DEI CAMPANARI A RONCHI
L’annuale raduno - giunto alla sesta edizione - si svolgerà
quest’anno a Ronchi, presso la chiesa decanale di San Lorenzo,
sabato 1° settembre. Per la prima volta la festa si svolgerà in
Bisiacaria, occasione per far conoscere sempre più la nostra realtà
e l’attenzione verso il territorio.
15 NUOVI CAMPANARI
Nel corso dell’ultima Festa dei Campanari alla Castagnavizza sono
stati premiati i nuovi suonatori: Simone Aulisio di Gorizia, Lorenzo
Caruzzi di San Lorenzo, David Decorte e Denis Decorte di Strassoldo,
Nicola Ballaminut e Fabio Battilana di Cervignano, Sebastian Stel di
Palmanova e la nuova squadra di Doberdò composta da: Gabriel
Cappiello, Aleksander Ferletič, Aleš Lavrenčič, Jurij Lavrenčič,
Jakob Podveršič, Alan Preschern, Christian Soranzio, Saša Zuzic
guidati da Mario Vizintin.
(da Voce Isontina)
Febbraio 2012
CAMPANARI: NELL’ORDINARIETÀ UN VALORE
Nuovi gruppi nelle parrocchie mentre maturano le collaborazioni
Con l’inizio del nuovo anno associativo entrano nel vivo le numerose
attività che l’associazione propone per promuovere, valorizzare e
tramandare l’arte campanaria nel Goriziano.
Lo strumento senz’altro più efficace sono le Scuole Campanarie,
riproposte per il quarto anno in diverse località della diocesi:
occasione privilegiata per avvicinare nuovi giovani che, una volta
frequentato il corso, potranno inserirsi nel gruppo più vicino alla
loro località di provenienza.
Conosceranno, con il trascorrere del tempo, quell’ordinarietà che
caratterizza lo scorrere della vita di una comunità, alla quale i
suonatori sono sempre al servizio, e soprattutto riconosceranno
presto i giorni di festa. Giorni nei quali i campanari svolgono con
impegno il compito di richiamare con il suono gioioso delle campane
i fedeli alle funzioni; esperienza capace di educare al valore della
festa cristiana e di cogliere la sua indole comunitaria.
Il cammino associativo vivrà, come ogni anno, il suo vertice in
settembre alla Festa dei Campanari del Goriziano, occasione che per
la sua itineranza è sempre nuova e ci consente di conoscere il
territorio e di essere da esso stimolati; quest’anno si terrà per la
prima volta in territorio bisiaco, ospiti della parrocchia di San
Lorenzo a Ronchi.
Un’altra esperienza particolarmente significativa che sarà
riproposta quest’anno è il raduno dei giovani ad Aquileia, la
Vigilia dei Santi Ermacora e Fortunato.
Il tentativo, lo scorso anno, è stato quello di organizzare un
ritrovo esclusivamente giovanile, con l’unico obiettivo di
trascorrere alcune ore insieme suonando le campane della nostra
Chiesa Madre. I risultati di questo incontro si sono rivelati
superiori alle aspettative e ci hanno convinti della bontà di
quest’iniziativa. Risultati significativi senz’altro per la presenza
di tanti ragazzi e giovani, ma soprattutto per la possibilità di
suonare per una volta non divisi per squadre ma proprio insieme.
Occasioni come questa danno la possibilità a quei ragazzi che si
trovano spesso da soli in gruppi formati da persone di varie età di
vedere come in altre parrocchie ci sono giovani come loro; questo
ovviamente porta una ricarica di entusiasmo nella normale vita di un
gruppo parrocchiale.
Abbiamo sperimentato che il confronto tra suonatori di parrocchie
diverse può portare solamente ad accrescere la nostra realtà e a
tentare di superare chiusure anacronistiche o arroccamenti sul
proprio campanile. Proprio in questi anni, a conferma del cammino
intrapreso, sono nati diversi nuovi gruppi giovanili a Mariano e a
Doberdò e timidi risvegli si sentono in varie località: segno che
l’“amore” per il proprio campanile non si è ancora spento.
É bello, dunque, incontrarci insieme per trasmetterci
quell’entusiasmo che ci sprona a proseguire nel nostro impegno che a
volte, proprio perché il suono delle campane arriva a tutti, sente
di più il tramonto di un certo stile di cristianesimo – quello di
massa – e ci porta a fronteggiare sterili lamentele che non devono
scoraggiarci ma rafforzare la fedeltà alla nostra missione, in un
mondo che cambia ma che anche noi nel nostro piccolo possiamo
contribuire a mantenere saldamente cattolico.
Andrea Nicolausig
(da Voce Isontina)
Febbraio 2012
PRESENTATO IL LIBRO SUI CAMPANILI DI GRADISCA
Tra le varie iniziative dei Campanari del Goriziano quella vissuta
sabato 10 dicembre u.s. dimostra che l’operato dell’associazione
rivolge una particolare attenzione anche alla divulgazione della
storia dei nostri campanili e delle campane e nel caso specifico
quelli di Gradisca.
Stiamo parlando della presentazione del libro «Campane e campanili
di Gradisca» edito dall’associazione stessa con l’Istituto di Storia
Sociale e Religiosa di Gorizia e frutto delle ricerche archivistiche
e della passione di Andrea Nicolausig, presidente dei Campanari.
La presentazione è stata affidata alla dottoressa Maria Masau Dan,
autrice anche della prefazione, che ha analizzato l’operato svolto
dall’autore ed ha messo in evidenza l’accuratezza del volume che con
un riuscito amalgama di testo ed immagini ci regala una visuale
della fortezza da un occhio curioso quanto arcano. La parola è poi
passata a Giulio Tavian che ha spiegato alcuni dati tecnici per
quanto concerne le campane sotto l’aspetto musicale ed infine Vanni
Feresin ha chiuso la scaletta degli interventi con un’appassionata
esposizione sulla ricerca archivistica e svelando - è proprio il
caso di dirlo - alcune scoperte inerenti all’archivio parrocchiale.
Alla serata, patrocinata dalla locale parrocchia, è stato offerto un
luogo d’eccezione: il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, che ha
confermato la sacralità del tema trattato - le campane - e ha saputo
contenere il davvero numeroso pubblico intervenuto, per il quale si
è esibito al termine il gruppo corale «Ars Musica» di Sdraussina.
Tra gli altri ha cantato anche il brano «Li gnovis ciampanis di
Bruma» di Michele Eulambio su testo di Pino Odorico [chi desiderasse
una copia del volume può richiederlo allo 0431/998770].
G.P.
(da Voce Isontina)
Dicembre 2011
CAMPANE E CAMPANILI DI GRADISCA: SI PRESENTA UN LIBRO
Il cuore di Gradisca, racchiuso dalle antiche fortificazioni, è
indubbio che conservi un sapore di città che è estraneo alla
periferia, talvolta confusa, che si estende a macchia di leopardo al
di là della Spianata. Un sapore di città che è dato da secoli di
storia vissuti come centro di riferimento per un territorio che
gravitava attorno alla cittadina e che l’hanno dotata di palazzi,
eleganti vie, sedi istituzionali e chiese. Quest’ultime affiancate
da campanili, i quali non sono mai svettati come quelli dei paesi
rurali contermini, quasi a proseguire quella mimetizzazione
richiesta agli edifici interni ad una città fortezza.
Non sono alti e nemmeno dalle fattezze ricercate i campanili
gradiscani, ma hanno incuriosito e appassionato un loro
frequentatore abituale che periodicamente sale le rampe di scale per
accedere alla cella campanaria e suonare i sacri bronzi, ricordando
ai cittadini il giorno di festa e richiamandoli alle funzioni
festive. Si tratta del giovane Andrea Nicolausig che da appassionato
studioso oltre che campanaro ha dedicato molto tempo per uno studio
sulle “Campane e campanili di Gradisca”. È questo il titolo del
libro che ne è fuoriuscito, ricco di dati scientifici frutto di
ricerche in archivi pubblici ed ecclesiastici, nonché biblioteche e
non tralasciando anche la memoria di coloro che hanno servito la
chiesa per decenni divenendo custodi di memorie da rivelare. A tutto
ciò si affiancano immagini storiche che guidano il lettore alla
scoperta di una Gradisca sconosciuta ai più. Quel che a prima vista
può sembrare un testo per pochi cultori o di nicchia, si rivela
essere un volume che intreccia storie di un popolo, dei suoi parroci
e delle sue istituzioni, che si dedicano, faticano, si sacrificano e
talvolta contrastano per la costruzione dei campanili. Tutto ciò per
il fatto che sono i campanili gli elementi che alla fine li
rappresentano e connotano la comunità, avvicinandola a Dio.
Il volume - edito dai Campanari del Goriziano e dall’Istituto di
Storia Sociale e Religiosa di Gorizia - non tralascia le campane
minori di piccole cappelle o i campanili sorti fuori le mura: quello
della Bruma e quello di San Valeriano.
La presentazione è fissata per sabato 10 dicembre alle ore 20.45 nel
duomo dei Santi Pietro e Paolo, a cura di Maria Masau Dan con
interventi di Vanni Feresin e Giulio Tavian. Al termine il gruppo
corale “Ars Musica” di Sdraussina eseguirà il brano “Li gnovis
ciampanis di Bruma” di Michele Eulambio su testo di Pino Odorico.
G.P.
(da Voce Isontina)
Settembre 2011
CASTAGNAVIZZA: UN BALCONE
INASPETTATO
Immaginate che nella casa in cui vivete vi sia un balcone dal quale
non vi siete mai affacciati, ma che quotidianamente uscendo o
rientrando dalla vostra abitazione lo scorgete dal basso. La 5.a
Festa dei Campanari del Goriziano sembra aver svelato che per chi
vive Gorizia, tal balcone sia il santuario della Castagnavizza. I
più che sono saliti sul piccolo colle per partecipare alla
manifestazione, appena giunti sul sagrato scrutavano i tetti della
città. Non nascondevano un po’ di stupore e confessavano che era la
prima volta che visitavano la Cappella.
Forse uno dei motivi che ha spinto i Campanari del Goriziano ad
organizzare qui la loro festa annuale è stato quello di far
conoscere ai propri associati questo luogo di fede che lentamente
sta richiamando fedeli anche da oltre quel confine che si mimetizza
nel boschetto che lo separa da via della Cappella.
Quello di sabato 3 settembre è stato un pomeriggio ricco di
scampanate. Ogni diecina di minuti le tre campane si lasciavano
battere da mani diverse, consentendo a molte delle squadre del
Goriziano di prendere parte a questa sorta di staffetta campanaria.
Tra anziani suonatori anche tanti ragazzi e bambini, che dimostrano
i frutti dell’impegno profuso all’insegnamento durante i corsi
campanari che si sono tenuti in cinque località del territorio.
Una volta scesi tutti dal campanile, al termine della conferenza, il
presidente Andrea Nicolausig ha accolto nell’associazione questi
nuovi apprendisti campanari con un omaggio. Il loro numero è
aumentato di edizione in edizione e ciò fa ben sperare
nell’invigorimento o nella creazione di nuove squadre nelle comunità
che ne sono sprovviste.
Luigi Tavano ha tratteggiato amorevolmente le vicende storiche del
santuario, mentre il secondo intervento ha raccolto brevemente
alcuni aspetti vissuti dall’Unione Campanari Bolognesi.
Un’associazione questa che si appresta a celebrare il secolo di vita
e ha visto la presenza del presidente Mirko Rossi.
La Santa Messa celebrata in latino da monsignor Pirih è stata
accompagnata dal coro S. Ignazio e le letture trilingue hanno
rispecchiato le componenti dei partecipanti, mentre l’omelia del
vescovo ha approfondito il ruolo del campanaro. Un ruolo questo che
la manifestazione ha saputo valorizzare e garantire come
un’espressione di capacità di gruppo, ove il singolo incastra i
colpi di campana a tempo con quelli dei compagni. Una capacità che
nel solco della tradizione contiene ancora del fascino.
G.P.
CONTINUATE AD AUMENTARE LO SPLENDORE DELLE FESTE ECCLESIALI
La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da S.E.
Mons. Metod Pirih, vescovo di Capodistria, che ha pronunciato
un’omelia in sloveno e italiano, della quale si riportano i passi
centrali.
Vse tu zbrane pritrkovalce Goriške, voditelje te organizacije in vse
navzoče prav lepo pozdravljam. Zahvaljujem se vam za vaše delo, ki
ga opravljate po župnijah, saj s pritrkovanjem povečujete in lepšate
pomen cerkvenih praznikov.
Ob tem srečanju bi rad omenil tri stvari.
Pritrkovalec mora imeti izostren posluh. Znati mora dobro poslušati
druge pritrkovalce v zvoniku in se z njimi uglasiti. Uho je znamenje
poslušnosti in predanosti, znamenje modrosti in razumnosti. Kralj
Salamon je prosil Gospoda, naj mu da poslušno srce. Človek ima dve
ušesi: eno za poslušanje Boga, drugo za poslušanje ljudi. Navadno pa
je tako, da človek sliši tisto, kar želi slišati.
Pritrkovalec mora imeti močno, čvrsto roko, ne zato, da lahko drži
kladivo, ampak da ujame ritem svojih tovarišev in se z njimi
uskladi.
Roka je potem v duhovnem smislu znamenje ubožnosti in dobrodelnosti.
Vrla žena odpira potrebnemu svojo dlan in svojo roko ubožcu, pravi
knjiga Pregovorov (prim. Prg 31, 20). Ko kaj potrebujemo, prosimo
soseda za pomoč: Daj mi eno roko!
Roka je znamenje sveta in moči. “Podaj svojo roko in jo položi v
mojo stran in ne bodi neveren, ampak veren”, je rekel Jezus apostolu
Tomažu (Jn 20,27). Roka je tudi znamenje moči in oblasti. Gospod je
izvoljeno ljudstvo izpeljal iz Egipta z močno roko. S svojo roko je
vodil ljudstvo po puščavi in ga pripeljal v obljubljeno deželo.
Zvon je kakor boben in kembelj kakor tolkalo za boben. Roka
pritrkovalca mora imeti občutek za pravilno udarjanje. Pritrkovalec
mora v roki imeti moč, oblast in dobrohotnost.
In končno pritrkovalec mora imeti zvesto srce in ljubiti svoje
opravilo, svoje delo. Srce je znamenje rahločutnosti, spoznanja in
strahu.
Pritrkovalec mora poleg pameti uporabljati tudi svoje srce, da se
pritrkovalci med sabo in melodije uskladijo. Pritrkovanje je
umetnost, je glasba in glasbe ni brez ritma. Vsaka pesem je
sestavljena iz ritma in napeva. Napev pesem povezuje, ritem pa pesem
razdeljuje v primerno dolge enote. Vsaka glassa upošteva ritem
narave: dihanje in korakanje, bitje in utrip srca. Srce lahko bije
enakomerno, lahko pa tudi prehitro ali prepočasi. Tudi pri
pritrkovanju se to ne sme dogajati, vaše delo mora biti usklajeno in
ne sme priti do aritmije.
Tutti i campanari della regione goriziana qui radunati, i dirigenti
di questa organizzazione e tutti qui presenti saluto molto
cordialmente. Vi ringrazio per il lavoro che state svolgendo nelle
parrocchie aumentando con le scampanate lo splendore delle feste
ecclesiali.
Il campanaro deve avere al primo posto un buon orecchio. Ognuno deve
saper ascoltare bene altri campanari dovendo accordarsi con loro.
Al secondo posto il campanaro deve avere una mano forte e abile per
cogliere il ritmo dei suoi compagni, per armonizzarsi con loro. E
non infine il campanaro deve avere anche un cuore fedele, tenero e
sensibile per la musica, il cuore che ama il suo lavoro.
Cari campanari! Nel vostro lavoro vi auguro l’abbondanza della
benedizione divina, dell’entusiasmo, della pazienza e dei nuovi
successi.
Pri vašem nadaljnjem poslanstvu vam želim obilje Božjega blagoslova,
navdušenja, potrpljenja in novih uspehov!
+ Metod Pirih
ROSSI: IL VALORE DELLA VITA ASSOCIATIVA IN UN TEMPO DIFFICILE
Il secondo intervento è stato predisposto dal dottor Mirko
Rossi, presidente dell’Unione Campanari Bolognesi, che ha rimarcato
con forza il valore dell’associazionismo in un periodo storico
particolarmente difficile. Riportiamo i passi conclusivi della
relazione.
«[…] In un’epoca come quella attuale, in cui imperano
l’individualismo e l’esaltazione edonistica del singolo, la vita
associativa è messa a dura prova. Molte associazioni oggi lamentano
che sono prive di forze in quanto sono pochi i soci che si danno da
fare con spirito di abnegazione e fattiva collaborazione mettendo al
primo posto i fini statutari rispetto a quelli individualistico -
personali. Ciò non di meno, quando si organizzano manifestazioni
associative con larga partecipazione e soddisfazione dei soci si può
intravedere la forza dell’essere tutti insieme, la produttività
elevata dovuta allo sforzo comune, la sicurezza e la determinazione
che sono infuse dalla consapevolezza di essere un sodalizio coeso
con ideali condivisi, obiettivi chiari e comuni. Un sodalizio
cementato dai vincoli dell’esercizio un’arte che ci appassiona nella
sincera amicizia che lega i campanari al di là di tutti i confini
siano essi di un territorio o quelli che delimitano la mente ed il
cuore di noi uomini.
Per tutto questo ritengo che il valore di un’associazione sia
incommensurabilmente maggiore della somma dei valori di ciascun
singolo individuo che la compone e con forza affermo che i benefici
derivanti dall’essere associazione siano molto più numerosi degli
aspetti negativi che pure sono naturalmente presenti in essa. Non
posso che incoraggiare le persone di buona volontà che desiderano
far coagulare le proprie energie, le proprie menti, i propri sogni
per dare vita ad una associazione che sarà in grado, se i soci con
slancio e spirito di collaborazione lo vorranno, di offrire grandi
soddisfazioni sia a coloro che ne fanno parte sia alle persone che
sul territorio beneficeranno delle attività che l’associazione
svolgerà».
TAVANO: DUE GENERAZIONI HANNO IGNORATO IL SUONO DI QUESTE CAMPANE
Nel corso del pomeriggio, si è svolto, presso la sala maggiore
del Santuario Francescano, un convegno che ha visto la presenza del
professor Luigi Tavano, che con competenza e passione ha guidato il
numeroso pubblico in una narrazione delle complesse vicende storiche
della Castagnavizza: ne proponiamo alcune parti.
«Le poche centinaia di metri dal sottostante confine di Stato che
divide la città dalla Castagnavizza, motivano la domanda che mi
sento rivolgere spesso, non solo in regioni lontane ma anche
nell’attiguo Friuli: “A chi appartiene la Castagnavizza? All’Italia
o alla Slovenia?”. Non posso rispondere altrimenti: Appartiene alla
Chiesa cattolica, in una geografia che nasce dalla storia della
salvezza, prima che dalla storia nazionale.[…]
La Castagnavizza va identificata non solo come complesso artistico e
storico, o per interesse turistico, o – come ormai è invalso da
decenni anche fra noi – come sepolcreto monumentale dei Borboni di
Francia. Un santuario, in cui il nativo senso religioso della
creatura trova risposta adeguata nella mobilitazione di un cammino,
che porta là, dove il Divino si è fatto presente nel tempo, in modo
umanissimo, eppur straordinario: nel senso che un andar “oltre” e
“altrove”, educando la propria coscienza ad una vita che è cammino
di significato e di rapporti propositivi, non vagabondaggio di
sentimenti o drammatica avventura senza certezze.
Ricordo che proprio qui, qualche anno fa, il grande studioso
francese Andrè Vauchez, ad un incontro sui “Santuari di confine?”,
indicava nel pellegrinaggio “come salita e come soglia aperta”, una
storia che non solo recupera un patrimonio indiviso, legato alla
riscoperta di un passato degno di interesse, ma che appare “doverosa
attenzione alla realtà vissuta e partecipata di credenti e di molti
altri, in quanto corrisponde ad alcuni bisogni personali
dell’umanità”.
Per questo, non posso non interrogarmi anche qui – come abbiamo
fatto a Monte Santo – sul perché sia bastato un confine per isolare
la Castagnavizza dalla sua città e viceversa: un vuoto di due
generazioni che hanno ignorato il suono di queste campane ed il suo
significato per la propria umanità. Non diamo colpa ai confini: sono
caduti ma è rimasto il muro dei nazionalismi e del secolarismo: per
cui anche dall’Italia andar oltre il confine aveva allora come meta
solo la caccia o la gastronomia. Penso anche al santuario di Monte
Lussari, dove sloveni e carinziani hanno continuato a salire anche
dopo lo strazio del fratricidio.
Ascoltiamo queste campane che suonano: non per rinnovare una
tradizione popolare: ma perché si tratta del suono dell’Angelus e
del Resurrexit: è la voce della comunione cattolica e della chiamata
personale alla verità del proprio “io”: nel perdono e nella speranza
del popolo cristiano».
(da Voce Isontina)
6/8/2011
CAMPANARI IN FESTA TRA DUE CITTÀ
Il Santuario della Castagnavizza ospiterà la 5ª Festa dei
Campanari del Goriziano
Se c’è un luogo che non si può tralasciare per comprendere l’“anima”
di una città, questo è senz’altro il Santuario della Castagnavizza.
L’itinerario migliore per arrivarci è a piedi, salendo l’antico
ciottolato di via della Cappella che si trasforma in un piccolo
sentiero immerso nel bosco, prima di giungere ad uno spiazzo che è
un vero e proprio balcone tra due città.
Da una parte Gorizia, dominata dalla severa mole del castello e
contraddistinta dai tanti campanili a cipolla, dall’altra Nova
Gorica con i moderni edifici, Salcano e in alto Monte Santo.
Sarà proprio su questo colle della Castagnavizza che sabato 3
settembre si daranno appuntamento tutti gli scampanotadôrs per la
quinta edizione della «Festa dei Campanari del Goriziano», occasione
per far risuonare con particolare intensità le tre campane del
santuario, il cui suono è avvertito nitidamente nelle due città.
La festa è un momento sempre più atteso dai suonatori di campane e
anche da tanti amici che ogni anno si aggiungono a noi per
condividere un pomeriggio che si preannuncia particolarmente ricco
di significati.
L’incontro inizierà, come di consueto, dall’alto del campanile con
il concerto di campane eseguito in successione da tutte le squadre
del Goriziano, per continuare con il convegno che si svolgerà presso
la sala maggiore del convento francescano.
Il primo intervento sarà tenuto dal professor Luigi Tavano, che
inquadrerà storicamente il santuario, soffermandosi
sull’anniversario dei 200 anni di presenza dei Padri Francescani
alla Cappella (1811-2011) che ricorre proprio quest’anno, non
tralasciando, però, le vicende novecentesche con il confine di stato
capace di tranciare il plurisecolare legame con Gorizia e di crearne
uno nuovo con Nova Gorica come prima parrocchia della città.
Il secondo intervento vedrà la presenza del dottor Mirko Rossi,
giovane presidente dei Campanari Bolognesi, che racconterà la sua
esperienza alla guida del sodalizio di suonatori di campane che è
stato tra i primi, nel 1912, ad istituirsi come associazione e che è
prossimo ad inaugurare un anno di particolari festeggiamenti per il
centenario di fondazione.
Verrà a raccontarci come l’esperienza associativa abbia
rappresentato un valore fondamentale per la conservazione dell’arte
campanaria bolognese, che a tanti anni di distanza continua ad
essere feconda e vivace.
Concluderemo con la Celebrazione Eucaristica che sarà presieduta
quest’anno da mons. Metod Pirih, vescovo di Capodistria, che ha
accolto volentieri l’invito a partecipare a questo momento di fede
condivisa tra suonatori italiani e sloveni.
Salire alla Castagnavizza sarà un’occasione, dunque, per attingere
nuova forza nell’impegno di vivere una fede profondamente fedele
alle persone e alla realtà sociale e territoriale nella quale ci
troviamo. Cristiani nel Goriziano e per il Goriziano, consapevoli di
essere, qui ed ora, in un tempo favorevole per un messaggio di
speranza rivolto all’uomo di oggi.
I tanti ragazzi e giovani che si sono avvicinati quest’anno
all’associazione sono un segno che non può lasciarci indifferenti:
rappresentano uno stimolo per rafforzare l’identità associativa e
per responsabilizzarci ad un cammino di educazione alla vita buona
del Vangelo che anche nell’esperienza del campanaro non può venire
meno.
Andrea Nicolausig
(da Voce Isontina)
06/08/2011
SAN NICOLÒ: INAUGURATO IL CAMPANILE
Una folla attenta e partecipe ha vissuto nelle scorse settimane
l’inaugurazione del rinnovato campanile di San Nicolò di Ruda. I
lavori si erano resi necessari per mettere in sicurezza l’intera
struttura, che da parecchi anni richiedeva dei lavori di una certa
consistenza, a partire dalle facciate e dalla copertura in mattoni
che mostrava i segni del tempo. Il castello che sorregge le campane
è stato interamente restaurato scegliendo di mantenere l’esistente
suono manuale a corda.
Per l’occasione si è svolta una solenne Concelebrazione Eucaristica
che è stata presieduta da S.E. l’Arcivescovo mons. Dino de Antoni,
attorniato dal parroco di Ruda don Piero Facchinetti e dal parroco
emerito mons. Francesco Plet.
Alla conclusione del rito, dopo una breve illustrazione dei lavori
eseguiti, l’attesa benedizione alla presenza del sindaco dott.ssa
Palmina Mian e di numerose altre autorità.
Ad accompagnare la lieta giornata alcuni gruppi di scampanotadôrs
dei dintorni che hanno suonato le tre campane centenarie. Tutto il
concerto, infatti, è del 1908, fuso -come si legge impresso sulla
campana maggiore- «Per onorare il 60° di regno di S. M.
l’Augustissimo, il paese di San Nicolò fece fondere queste 3 campane
nell’anno 1908» dalle Fonderie Francesco Broili di Gorizia.
(da Voce Isontina)
6/8/2011
INCONTRO DEI GIOVANI CAMPANARI AD AQUILEIA
La vigilia della solennità dei Santi Ermagora e Fortunato, patroni
dell’Arcidiocesi di Gorizia e della Regione Friuli Venezia Giulia, è
stata animata quest’anno ad Aquileia da un concerto di campane del
tutto speciale. Protagonisti, nel tardo pomeriggio, un bel gruppo di
bambini, ragazzi e giovani di età inferiore ai 25 anni che hanno
dato prova della loro abilità - non senza un pizzico d’emozione -
dall’alto del campanile di Popone.
L’esperienza si è rivelata piacevole in quanto era la prima volta
che veniva organizzato un incontro organizzato esclusivamente per i
giovani, a conclusione delle Scuole Campanarie.
I doverosi ringraziamenti vanno ai responsabili dei corsi Renzo
Buffin ed Emanuele Franco per Cervignano, Alessio Marega per Gorizia
e Vanni Marega per San Lorenzo che con passione ed impegno hanno
seguito i nuovi campanari; alla Fondazione So.Co.B.A e alla
parrocchia di Aquileia il grazie per l’ospitalità con la speranza di
riproporre l’appuntamento anche il prossimo anno.
(da Voce Isontina)
6/8/2011
PARTECIPATA GITA ALLA CAMPANA DELLA PACE DI ROVERETO
Una numerosa comitiva ha partecipato questa primavera alla gita
organizzata dall’associazione «Campanari del Goriziano» che ha avuto
come meta la Campana della Pace di Rovereto. La campana, la più
grande al mondo che suoni a distesa, venne fusa nel 1924 per onorare
i Caduti di tutte le guerre e per invocare pace e fratellanza tra i
popoli del mondo intero.
Il gruppo di campanari, dopo aver partecipato alla Santa Messa
celebrata dall’assistente don Moris Tonso, ha potuto ascoltare dal
vivo i cento rintocchi, che hanno evocato in tutti profonda
emozione, prima di proseguire la giornata con la visita alla città
di Trento guidati con maestria dal prof. Giulio Tavian.
(da Voce Isontina)
26/02/11
Sono 27 i gruppi presenti in diocesi
UN GRUPPO DI SCAMPANOTADÔRS IN PARROCCHIA?
Se oggigiorno le campane possono suonare senza l’ausilio dell’uomo,
quest’ultimo non può essere sostituito per quanto riguarda lo
scampanio.
Nel nostro territorio è usuale che le grandi feste cristiane siano
sottolineate da un suono allegro e festoso delle campane. Per
realizzarlo, però, è necessario disporre in parrocchia di un valido
gruppo di scampanotadôrs, capaci di far scaturire dai sacri bronzi
infinite melodie – una cinquantina quelle censite nel Goriziano – e
di contribuire così ad un servizio che diventa allo stesso tempo
annuncio.
Ad oggi, facendo riferimento al territorio dell’arcidiocesi, sono
ventisette le parrocchie che dispongono di una squadra di suonatori,
per un totale di circa centodieci suonatori; numero che diventa di
centoquaranta unità contando anche le sei squadre dei decanati di
Nova Gorica, San Pietro e Vipacco.
Le squadre sono composte mediamente da tre o quattro membri, in
alcuni casi da uno soltanto ma anche da otto o dieci persone e sono
diffuse in buona parte del territorio diocesano: cinque squadre nei
decanati di Cervignano, Cormons e Gradisca, quattro in quelli di
Sant’Andrea e Visco, due a Gorizia, una squadra a testa per i
decanati di Aquileia e Monfalcone, mentre i decanati di Duino e
Ronchi risultano per ora sprovvisti. Molti gruppi, oltre a suonare
nel proprio paese, vengono invitati in altre comunità per feste
patronali o processioni svolgendo così un gradito servizio in
località dove l’assenza di suonatori si fa più sentire.
Proprio per ovviare al bisogno di formare nuovi gruppi a servizio
delle parrocchie, sulla scia della ventennale scuola di San Lorenzo
sono nati altri tre corsi per apprendisti suonatori che si
svolgeranno nei prossimi mesi di marzo e aprile a Gorizia, Gradisca
e Cervignano.
In ogni campanile ci sarà un responsabile che guiderà i partecipanti
a muovere i primi passi nel mondo delle campane, con l’esecuzione di
semplici melodie e l’obiettivo di diventare validi scampanotadôrs.
In questi tre anni sono stati diciotto i nuovi campanari del
Goriziano: bambini, giovani e meno giovani che hanno frequentato i
corsi e che oggi prestano servizio all’interno dei vari gruppi
locali. Per farsì che nei nostri paesi il suono delle campane sia
ancora “a misura d’uomo”.
Andrea Nicolausig
(da Voce Isontina)
CORSI PER CAMPANARI 2011
GORIZIA
campanile di Piedimonte/Podgora
sabato ore 17.00 - 18.00
marzo (5,12,19,26) aprile (2)
GRADISCA
campanile del Duomo
giovedì ore 17.30 - 18.30
marzo (3,10,17,24,31)
CERVIGNANO
campanile di Scodovacca
sabato ore 17.00 - 18.00
marzo (5,12,19, 26) aprile (2)
26/02/11
RICCO PROGRAMMA DI INIZIATIVE PER L’ANNO 2011
GITA ALLA CAMPANA DELLA PACE DI ROVERETO
L’associazione ha organizzato per domenica 3 aprile 2011 una gita
sociale in Trentino aperta a suonatori, familiari ed amici. Si
prevede la visita alla «Fondazione Opera Campana dei Caduti» di
Rovereto: il museo che racconta la storia della campana più grande
al mondo che suoni a distesa. Successivamente, dopo la Santa Messa
celebrata da don Moris, la comitiva avrà la possibilità di ascoltare
il suono dell’imponente campana. La giornata si concluderà con la
visita guidata del centro storico di Trento.
PELLEGRINAGGIO A BARBANA
L’annuale pellegrinaggio a Barbana si terrà il giorno sabato 28
maggio 2011. Si prevede l’imbarco alle ore 14.00 a Grado, seguito
dallo scampanio presso il campanile del Santuario e dalla
celebrazione della Santa Messa presieduta dall’assistente. A seguire
la cena insieme presso una nota trattoria della Bassa.
51° RADUNO NAZIONALE
L’associazione sarà presente al raduno nazionale dei suonatori
italiani, organizzato quest’anno dall’associazione udinese
Scampanotadors Furlans l’11 e il 12 giugno a Cividale del Friuli.
FESTA DEI CAMPANARI ALLA CASTAGNAVIZZA
E’ stato scelto il Santuario della Castagnavizza quale sede della 5^
Festa dei Campanari del Goriziano, che si svolgerà sabato 3
settembre 2011. Il luogo, altamente significativo, sarà un’ulteriore
tappa offerta dall’associazione per la riscoperta della particolare
storia dei santuari del Goriziano. Il pomeriggio prevederà come di
consueto la rassegna campanaria seguita da alcune relazioni e dalla
Concelebrazione Eucaristica.
A SCUOLA… DI CAMPANE
Procede il progetto di sensibilizzazione sull’arte campanaria
rivolto alle scuole del territorio diocesano. Quest’anno sarà
coinvolta la Scuola Primaria di San Pier d’Isonzo. Si prevede un
incontro di conoscenza sul mondo delle campane e la visita al
campanile della Basilica di Aquileia.
CATALOGAZIONE
É iniziato il progetto di catalogazione delle campane e dei
campanili della diocesi con il primo decanato. Nel 2010 è stato
pubblicato il volume «Storia del campanile di San Lorenzo
(1570-1925)» di Vanni Marega e Liliana Mlakar.
CAMPANE PER LE MISSIONI
Continua il progetto «Campane per le missioni» che ha portato alla
realizzazione di 6 campane per le missioni in Costa d’Avorio: 5
dalla comunità di Cervignano e da vari offerenti e una dalla
parrocchia di Aiello.
SOLIDARIETÀ
Nei giorni scorsi si è svolto il tradizionale pranzo annuale degli
scampanotadôrs, che ha visto riunite oltre un centinaio di persone.
Durante l’incontro si è svolta una lotteria il cui esito molto
generoso di 1.050 Euro è stato destinato alla «Via di Natale» di
Aviano, con la quale è attiva una collaborazione di lunga data.
(da Voce Isontina)
26/02/11
CAVENZANO: CAMPANILE A NUOVO
Domenica 13 febbraio, in un’atmosfera festosa, arricchita da archi,
drappi e bandiere, è stata celebrata a Cavenzano la ricorrenza di
San Valentino.
Al termine dell’Eucaristia, presieduta da don Giordani e
concelebrata da mons. Tuni e mons. Stafuzza, si è svolta la
tradizionale processione lungo le vie del borgo accompagnata da un
gradevole scampanio ad opera dei valenti suonatori locali.
Quindi si sono susseguiti alcuni interventi, tra cui l’apprezzata
relazione del prof. Giulio Tavian, che ha inquadrato con precisione
le vicende storico-artistiche della chiesa e del campanile di
Cavenzano. Quest’anno, infatti, ai festeggiamenti si è unita anche
l’inaugurazione dei lavori che hanno interessato negli ultimi mesi
il campanile.
Il primo intervento è consistito nell’acquisto delle nuove corde per
il suono delle campane, che partono dalla cella campanaria e
giungono sino a terra. Si è trattato di una scelta voluta per
mantenere in funzione uno dei pochissimi campanili dell’Arcidiocesi
che non è stato elettrificato in tempi recenti e si conserva ancora
come un tempo.
Con un secondo intervento è stato smantellato l’impianto elettrico
esistente, sostituito con uno nuovo che prevede anche
l’illuminazione dei singoli piani (in numero di sette) e della cella
campanaria.
Il terzo intervento ha riguardato l’orologio, fermo da diversi anni,
che è stato sostituito integralmente, se si esclude il restauro
delle vecchie lancette. Si compone di più parti: il quadro di
comando, la macchina dell’orologio che dall’interno aziona le grandi
lancette esterne ed un martello battente posizionato su un apposito
supporto accanto alla campana grande. Anche l’unico quadrante
esterno che si rivolge verso la piazza è stato restaurato e
ridipinto con tinte policrome, riproponendo gli antichi colori che
il tempo aveva ormai cancellato.
I lavori, sollecitati dal locale gruppo scampanotadôrs, sono stati
resi possibili dalla collaborazione con l’associazione Campanari del
Goriziano, la parrocchia di Campolongo e con il contributo
dell’amministrazione comunale di Campolongo-Tapogliano.
(da Voce Isontina)
27/11/10
Innovativo progetto in collaborazione con l’Arcidiocesi
AL VIA IL CENSIMENTO DELLE CAMPANE
Occasione propizia per un ripensamento della loro funzione e del
valore insostituibile per ogni comunità cristiana
Partirà nei primi mesi del 2011 il censimento dei campanili e delle
campane dell’Arcidiocesi di Gorizia. Si tratta di un progetto
innovativo - in quanto non esistono altre rilevazioni al di fuori
dei carteggi relativi alle requisizioni belliche - volto a fornire
una «fotografia» di questi edifici che segnano il nostro paesaggio
e, con il suono delle campane, lo scorrere delle nostre giornate.
Il lavoro preparatorio, svoltosi nell’ultimo anno, ha portato alla
realizzazione di un modulo nel quale saranno inserite le
informazioni raccolte mediante apposito sopralluogo.
Il progetto, che ha ricevuto nei mesi scorsi il nulla osta da parte
della Curia Arcivescovile, procederà con un decanato alla volta e si
avvarrà della competenza di alcuni professionisti.
Il rilevamento partirà dalle campane, delle quali verranno rilevati
oltre al fonditore e all’anno di fusione, molti altri dati tecnici
che vanno dal diametro, all’altezza, al peso, alla nota. Particolare
attenzione verrà riservata, inoltre, alle iscrizioni e alle
raffigurazioni presenti sulle campane.
Del campanile saranno analizzate, tra le numerose voci, l’anno di
costruzione, la struttura portante, la rifinitura delle facciate, la
tipologia delle scale e dei solai e lo stato di conservazione
generale; non mancherà l’attenzione alla struttura portante delle
campane e alla presenza di orologi e relativi quadranti.
L’ultima fase dell’analisi consisterà nella trascrizione degli
annunci che quotidianamente si effettuano con le campane in ogni
paese: dall’Ave Maria mattutina, all’Angelus, al De Profundis, per
passare ai rintocchi delle ore, agli annunci delle Sante Messe e di
particolari riti, alle modalità di suono ed alle diverse campane
impiegate.
Un censimento che comprende, dunque, un’analisi architettonica,
musicale, culturale e liturgica, in modo da poter offrire in futuro
una panoramica senz’altro esaustiva.
L’analisi degli annunci tipici di ogni comunità parrocchiale si
propone anche come stimolo per una riflessione sull’importanza di
riconoscere e non disperdere il loro significato.
In un tempo nel quale il suono delle campane è talvolta messo in
discussione, il censimento sarà l’occasione propizia per un
ripensamento della funzione e del valore insostituibile delle
campane per ogni comunità cristiana.
Andrea Nicolausig
(da Voce Isontina)
27/11/10
IN BREVE
PREMIATI I NUOVI CAMPANARI
Nell’ambito della Festa sono stati premiati i nuovi allievi che
hanno frequentato le Scuole Campanarie: Dimitri Andrian di
Campolongo, Michele Bruniera di Cervignano, Giacomo Marcuzzi di
Ajello, Giacomo Pecini di Privano e Marco Postir di Romans. Un segno
di fiducia e speranza.
SAN LORENZO: 22° CORSO PER CAMPANARI
É ripartita in questi giorni a San Lorenzo Isontino la tradizionale
scuola per campanari, diretta dal maestro Giovanni Marega -
recentemente insignito del Cavalierato di San Silvestro Papa - con
l’aiuto dei collaboratori Gabriele e Matteo. Il corso è aperto a
ragazzi ed adulti e si svolgerà fino a febbraio ogni mercoledì dalle
17.30 alle 18.30 sul campanile del paese.
20.a RASSEGNA A STRASSOLDO
Saranno numerose, quest’anno, le squadre di campanari che si
ritroveranno il 4 dicembre a Strassoldo. Ricorre, infatti, la
ventesima edizione della «Rassegna dai scampanotadôrs» organizzata
presso il campanile del paese in occasione della ricorrenza di San
Nicolò. Venti anni di costanza ed impegno per la numerosa squadra
locale, che ha saputo nel tempo rinnovarsi ed è sempre in prima
linea nel campo della solidarietà. Appuntamento a partire dalle ore
14 nel borgo di Strassoldo.
GUSTA’ DAI SCAMPANOTADÔRS
Si rinnoverà domenica 30 gennaio, in una nota trattoria, il
tradizionale «gustà dai scampanotadôrs». Il pranzo sarà occasione
per trascorrere alcune ore all’insegna dell’allegra convivialità tra
suonatori, familiari e amici. Non mancherà la consueta Lotteria il
cui ricavato, sempre molto generoso, sarà destinato alla Via di
Natale.
(da Voce Isontina)
27/11/10
L’omelia di mons. De Antoni
“UN SUONO CHE RICORDA LA PRESENZA DI DIO”
Ancora vivi gli echi della festa svoltasi a San Lorenzo Isontino
Non si è ancora spento l’eco della festosa giornata che gli
scampanotadôrs hanno vissuto lo scorso 4 settembre insieme alla
comunità di San Lorenzo Isontino. La chiesa parrocchiale è riuscita
a stento a contenere il pubblico accorso per la presentazione del
volume «Storia del campanile di San Lorenzo (1570 - 1925)»
nell’ambito della «4.a Festa dei Campanari del Goriziano».
Pubblichiamo di seguito i passi centrali dell’omelia pronunciata da
mons. De Antoni nel corso della Concelebrazione Eucaristica.
«Il suono della campana è un segno linguistico che ritma
l’ininterrotto cammino di fede nel succedersi delle varie tappe
della vita e delle varie generazioni. Il suono della campana è segno
ritualmente importante, perché chiama i fedeli alla preghiera,
all’ascolto, all’incontro con Dio, oltre che annunciare i momenti
lieti e tristi della comunità cristiana. Esso è carico di sacralità.
Lungo la valle, in montagna, si carica di significati arcani, rompe
i silenzi della sera con un timbro squillante che annuncia l’arrivo
della notte. Altre volte suscita atmosfere arcane e familiari, ora
gioiose, ora funesti. Voi, “scampanotadors”, vi avvicinate a tali
segni recuperandone il senso profondo e ben sapete che il ripetersi
degli scampanii risveglia in ogni credente, ma anche negli altri, il
senso religioso e civile della memoria collettiva e del destino
eterno. Voi state riscoprendo, e aiutare gli altri a riscoprire, le
campane nella loro “funzionalità” e materialità, conoscete la genesi
di una lingua e gli strumenti per esprimerla.
Grazie al sig. Marega voi oggi siete ravvicinati alla storia locale
riemersa da particolari circostanze, ripresentata attraverso
personaggi scomparsi.
Voi ben sapete che dietro ogni campana ci sono committenze,
maestranze, campanari, parroci, confraternite, fedeli che tornano
alla ribalta ogni volta che si suona, anche se non da tutti
conosciuti.
Legata alle campane c’è una miriade di persone che hanno lavorato,
offerto, sacrificato parte di sé.
Ogni volta che suonate non dimenticate che voi poggiate i piedi su
generazioni che vi hanno preceduti e che siete sulle spalle di
giganti che hanno chiamato generazioni di uomini all’esperienza
della fede.
Attraverso le campane si può raccontare la storia più intima e più
grande di ogni paese cristiano.
Il loro messaggio è universale, teofanico (capace cioè di innalzare
lo sguardo verso l’alto), sociale perché capace di sospingere alle
urgenze comuni, mediatore anzi quasi sacerdotale perché media tra
cielo e terra, cultuale perché suggerisce l’orazione mentale,
annunciatore del Vangelo, un grande libro aperto, un invito a
credere al fine di comprendere.
Carissimi scampanotadors, in una cultura in cui corriamo il rischio
della dispersione delle radici cristiane e della memoria storica,
campane e campanili possono incentivare l’appartenenza di una
collettività al territorio e al vissuto.
Grazie del servizio che prestate, soprattutto se lo vivete come
esperienza pubblica del culto, della catechesi, della cultura e
della carità.
Avete, spesso in numerosi assetti urbanistici dei terribili
concorrenti: altri mezzi di diffusione del suono. Nelle città il
suono delle campane è poco tollerato, molti sono indifferenti al
richiamo delle campane e le nuove generazioni fanno fatica a
riconoscersi nel loro campanile.
Con prudenza e rispetto voi dovete tuttavia continuare nell’annuncio
del Vangelo.
Si tratta di ridare comprensibilità a tale signum senza turbare la
quiete pubblica.
Non si capisce perché in una società dove l’inquinamento acustico è
generalizzato (trasporto, divertimento…) il suono delle campane
possa infastidire.
Noi pensiamo che esso può ricordare all’uomo la presenza di Dio o,
almeno, evocare il ritmo del creato. Voi non siete una reliquia
culturale, voi suonate per raccogliere i fedeli in santa assemblea.
Voi indicate il vissuto ecclesiale. E le ore segnate dal suono dei
vostri strumenti non servono solo a scoccare cronologicamente le
ore, ma indicano il pellegrinaggio spirituale verso Dio.
Una frequente iscrizione campanaria incisa nei bronzi così suonava:
“Laudo Deum verum, plebem voco, congrego clerum. Vox mea, vox vitae,
voco vos ad sancta, venite. Defunctos ploro, nimbum fugo, festa
decoro”
“Rendo anzitutto lode a Dio, invito i fedeli, raduno il clero. La
mia voce è quella della vita. Vi chiamo ai divini misteri, venite.
Suggerisco le preghiere per i morti, allontano gli uragani, rendo
gioiose le feste”.
Di fronte alla sacralità della vita e dell’essere umano, ogni vostro
rintocco è pieno di divino.
Siate “scampanotadors” degni di ciò che fate».
Dino De Antoni
Arcivescovo Metropolita
(da Voce Isontina)
11/09/2010
I campanari del Goriziano hanno celebrato la loro festa a San
Lorenzo
SCAMPANOTADÔRS: CHIAMATI AD ANNUNZIARE IL MISTERO DELLA FEDE
La grande famiglia degli scampanotadôrs goriziani si è riunita lo
scorso sabato a San Lorenzo per il loro quarto raduno annuale.
Dopo gli appuntamenti di Montesanto, di Medea e di Monte Grado di
Merna è spettato al paese isontino ospitare questa edizione della
festa dell’arte campanaria isontina.
Ed è stata una giornata indimenticabile sotto diversi aspetti.
Innanzitutto per la larga partecipazione, con quasi venti gruppi
partecipanti in rappresentanza dei campanari della provincia di
Gorizia, del mandamento di Cervignano e della vicina Slovenia dai
più giovani ai più anziani tutti accomunati dalla passione per il
suono delle campane. A questo proposito è da segnalare il caso di
Davide Clocchiatti, figlio del sindaco di San Lorenzo, il quale, per
partecipare alla giornata di festa è rientrato per qualche giorno in
paese dall’estero dove lavora ed è subito ripartito l’indomani.
La manifestazione, come da tradizione, è culminata con la
celebrazione della santa messa in lingua latina presieduta
dall’Arcivescovo di Gorizia mons. Dino De Antoni, ed accompagnata
dalla corale “Sant’Adalberto” di Cormòns. Ed è stato proprio nel
corso dell’omelia che mons. De Antoni, per la prima volta presente
al raduno, ha reso omaggio a tutti gli scampanotadôrs definendoli
“annunziatori del mistero della fede” e custodi della migliore
tradizione cristiana.
Ma il quarto incontro dei campanari isontini è stata soprattutto una
festa per la comunità di San Lorenzo grazie alla presentazione del
volume «Storia del campanile di San Lorenzo (1570-1925)» di Vanni
Marega e Liliana Mlakar. Quest’opera, frutto delle lunghe ricerche
archivistiche di Marega e dei testi redatti dalla prof.ssa Mlakar,
narra le vicende delle torri campanarie del paese che si sono
susseguite dal 1570, anno della visita pastorale dell’Abate di
Moggio, Bartolomeo da Porcia, fino al 1925. Una storia di identità
paesana, un viaggio nell’architettura che, partendo dall’antico
campanile a vela, arriva fino all’attuale torre «alla veneziana»
costruita alla fine del XIX secolo da Girolamo d’Aronco di Gemona,
artigiano particolarmente attivo nell’edilizia sacra, ma più
conosciuto come padre di Raimondo, autore tra l’altro del progetto
per il municipio di Udine.
Una torre campanaria, quella sanlorenzina, che dall’alto dei suoi 45
metri (praticamente la stessa altezza della ben più celebre «Statua
della Libertà» che domina le ultime propaggini della pianura
friulana e contraddistingue da oltre un secolo il panorama del
paese.
Quale coronamento della festa per il paese, a conclusione della
Santa Messa, l’arcivescovo De Antoni ha reso noto all’assemblea che
la Santa Sede ha insignito lo stesso Vanni Marega del titolo di
cavaliere di San Silvestro Papa e Martire, onorificenza pontificia
concessa ai cattolici che si dedicano attivamente alla vita della
chiesa. Un giusto riconoscimento che va a premiare l’impegno di
Vanni Marega come scampanotadôr di lungo corso, maestro e promotore
della locale «Scuola di musica per campane» che ormai da vent’anni
forma giovani generazioni di campanari, ma anche quale profondo
conoscitore e custode della storia, delle peculiarità e dei segreti
del campanile di San Lorenzo, ma soprattutto persona semplice e
riservata, di quelle che preferiscono il fare all’apparire. E
proprio per questo la notizia della concessione dell’onorificenza
papale è stata salutata da un lungo applauso e dalla viva
partecipazione di tutta l’assemblea che ha voluto così tributare, al
cav. Marega, la propria attenzione e stima.
Feliciano Medeot
(da Voce Isontina)
7/8/2010
«GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE»
Oltre venti anni di «Scuola per campanari» a San Lorenzo
Ogni comunità cristiana si caratterizza per alcuni aspetti peculiari
che testimoniano la capacità di «abitare la fede» con originalità,
ma nella fedeltà all’Evangelo.
A San Lorenzo questa particolarità è rappresentata dalla «Scuola per
campanari», attiva da più di due decenni sul campanile del paese,
finemente restaurato e considerato dai suoi frequentatori alla
stregua di un salotto, per la cura minuziosa con cui è tenuto.
I corsi, nati da una brillante intuizione, seguono un programma più
che consolidato: si inizia in novembre dopo la festa di San Martino
e si prosegue ogni mercoledì sino all’inizio della Quaresima.
Come gli allievi della «Scuola di musica» si ritrovano nella loro
sede, così gli allievi campanari si ritrovano sulla cella delle
campane. La scelta della stagione invernale, a prima vista, potrebbe
stupire, ma fa parte di un preciso disegno. Con il freddo le
esibizioni degli scampanotadôrs sono più rare e quindi c’è più tempo
per dedicarsi alle prove; in secondo luogo nel tardo pomeriggio
l’oscurità è già piena e le case hanno le imposte ben chiuse.
Ecco che i campanari, con grande sensibilità per arrecare il minimo
disturbo, salgono le scale della torre e si ritrovano a tu e per tu
con i maestosi strumenti musicali.
Spartiti alla mano, la lezione inizia sotto la guida dell’esperto
Vanni, che sa accompagnare con maestria gli allievi dal primo
approccio sino a diventare dei veri e propri esperti del mestiere.
Così, nel cielo di San Lorenzo, si cominciano a sentire delle
ovattate melodie, stentate e traballanti dai nuovi arrivati, dolci e
melodiose da parte dei veterani.
L’equipaggiamento è ben poca cosa: un paio di tappi per proteggere
l’udito e un abbigliamento consistente, perché in alto il vento
soffia.
Manca, invece, ciò che in tutti i corsi è un requisito
indispensabile: il costo di iscrizione. E il tutto diventa
paradossale. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt
10, 8): ecco la logica, che solo nel tempo dimostra la sua forza. Si
comprende come nella vita non tutto ha un costo, ma ci può essere
anche la dimensione del «dono».
Terminata l’oretta tutti si ritorna a casa o ci si ferma un po’ in
compagnia, perché la scuola di campane è anche scuola di vita e di
condivisione. Infatti, se il campanile è per San Lorenzo un punto di
riferimento, Vanni lo è per i suonatori, che in lui sanno di trovare
sempre una parola non scontata, bensì di consiglio e di indirizzo
per i loro percorsi di vita. I tanti giovani, sanlorenzini e non,
che hanno frequentato il corso questo lo sanno bene.
In questi anni - con la nascita dell’associazione diocesana - altre
scuole, su questo modello, sono state attivate in altri paesi. San
Lorenzo non ha avuto paura di perdere l’originale, ma ha accettato
di buon grado di essere «esempio» per altre comunità. Un altro dono
non da poco.
Andrea Nicolausig
(da Voce Isontina)
7/8/2010
IN UN VOLUME LA STORIA DEL CAMPANILE DI SAN LORENZO
La presentazione il 4 settembre in occasione della 4ª Festa dei
Campanari del Goriziano
Verrà presentato sabato quattro settembre il volume «La storia del
campanile di San Lorenzo (1570-1925)» di Giovanni Marega e Liliana
Mlakar, edito dalla Parrocchia di San Lorenzo.
Un’opera a quattro mani frutto di svariati anni di appassionate
ricerche archivistiche, che hanno portato alla luce una quantità
considerevole di fonti inedite sul ridente paese del Goriziano.
La pubblicazione, coadiuvata da un buon apparato critico e
iconografico, è un’autentica miniera di informazioni, date ed
avvenimenti per conoscere una storia solo all’apparenza particolare,
ma che intreccia senza sosta ampi stralci delle complesse ed
affascinanti vicende del nostro territorio.
Non si tratterà di una semplice presentazione, in quanto questa si
inserirà nella festosa cornice della «4ª Festa dei Campanari del
Goriziano» che si svolgerà, per la prima volta, in un paese dalla
radicata tradizione campanaria.
La giornata inizierà, come di consueto, nel primo pomeriggio con il
concerto di campane, che vedrà protagoniste tutte le squadre di
scampanotadôrs del Goriziano italiano e sloveno. Una alla volta si
esibiranno suonando con maestria le loro melodie tradizionali
dall’alto del campanile di San Lorenzo.
Di seguito, presso la chiesa parrocchiale, si terrà la presentazione
del libro sul campanile, nel corso della quale interverrà il
professor Ferruccio Tassin, dell’Istituto di storia sociale e
religiosa e gli autori. Chiuderà questo momento la cerimonia di
premiazione dei nuovi suonatori che hanno frequentato, nel corso di
quest’anno, le Scuole campanarie. Alle ore 18.30 la celebrazione
della Santa Messa che sarà presieduta per l’occasione dal nostro
Arcivescovo mons. Dino De Antoni, che avrà la possibilità di
conoscere da vicino la realtà dei Campanari del Goriziano. Il
presule sarà affiancato dal parroco don Nino Bearzot e da don Moris
Tonso, mentre la liturgia sarà accompagnata dalla corale
«Sant’Adalberto» di Cormòns.
Una giornata che ci auguriamo possa coinvolgere, oltre ai suonatori,
tutta la comunità di San Lorenzo, che ritroverà un pezzo della sua
storia; un piccolo tassello di quella identità paesana di cui c’è
sempre più bisogno per non vivere nell’anonimato, ma consapevoli
delle proprie radici.
(da Voce Isontina)
Aprile 2010
RIUSCITA GITA SOCIALE AL MUSEO DELLE CAMPANE
L’associazione «Scampanotadôrs dal Gurizan» ha vissuto domenica 21
marzo una bella gita al «Museo Veneto delle campane» e alla città di
Vicenza. Una cinquantina i partecipanti tra scampanotadôrs, parenti,
amici e appassionati dell’arte campanaria. Il tempo uggioso che ha
distinto tutta la giornata, non ha tuttavia scoraggiato l’intera
comitiva che al mattino presto si è messa in viaggio alla volta di
Montegalda per raggiungere Villa Fogazzaro-Colbachini. Infatti parte
della villa è ora sede del Museo Veneto delle Campane, la più ricca
e curata collezione di campane in Italia. Al nostro arrivo, siamo
stati accolti dalla guida che ci ha accompagnati lungo tutto il
percorso del museo in cui abbiamo avuto modo conoscere e vedere
mediante un video come “nasce” una campana e di osservare diverse
tipologie di campane che fanno bella mostra di sé nelle sale
dell’antica villa. La visita si è poi conclusa con un concerto di
dodici campane suonate “a tastiera”, un sistema tipico di Lombardia
e Veneto, da un abile e giovane campanaro del posto. Al termine, ci
siamo poi portati a Montegaldella dove abbiamo avuto modo di
assistere ad una esibizione di una squadra di campanari locali che
hanno suonato le 12 campane della propria parrocchiale secondo il
sistema veronese. Secondo questa modalità, le campane, vengono
portate e trattenute con la bocca rivolta verso il cielo, quindi
fatte ruotare in maniera tale da poter, con i loro squilli
sincronizzati e cadenzati, eseguire melodie secondo specifici
spartiti. Questa tecnica è praticamente sconosciuta nei nostri paesi
e proprio per questo ha suscitato la meraviglia, lo stupore e
l’apprezzamento di tutti i presenti. Dopo un lauto pranzo presso una
trattoria della zona, ci siamo portati al Santuario della Madonna di
Monte Berico per la celebrazione della S. Messa; la particolarità
del luogo e la chiesa affollata di fedeli l’ha resa ancora più
sentita e partecipata. Al termine della celebrazione, il tempo
libero a disposizione è stato utilizzato per una visita al centro
storico di Vicenza prima del rientro a casa nella serata. L’uscita
quindi è stata più che positiva e molto apprezzata, non solo per la
bellezza del programma, ma soprattutto come momento di incontro e di
amicizia tra campanari e simpatizzanti prima delle grandi rassegne
dei scampanotadôrs che tra poco avranno inizio nei diversi paesi del
Goriziano.
don Moris
(da Voce Isontina)
Febbraio 2010
IN BREVE
SCUOLE CAMPANARIE
Prenderanno il via a fine mese tre corsi di formazione per diventare
«scampanotadôrs».
Il primo si svolgerà presso il campanile del Duomo di Gradisca il
giovedì dalle 17.30 alle 18.30: Febbraio (25) Marzo (4,11,18,25)
info: Andrea 338/2250535
Il secondo corso presso il campanile di Scodovacca il venerdì dalle
17.30 alle 18.30: Febbraio (26) Marzo (5,12,19,26) info: Renzo
0431/31374
Il terzo corso si svolgerà a Gorizia presso il campanile di Straccis
il sabato dalle 16.30 alle 17.30: Febbraio (27) Marzo (6,13,20,27)
info: Alessio 329/5737120.
GITA A VICENZA
Domenica 21 marzo 2010 si svolgerà la gita sociale al «Museo Veneto
delle Campane» a Villa Fogazzaro a Montegalda (VI), che è uno dei
musei più grandi dedicato unicamente alle campane. Seguirà il
trasferimento presso il campanile di Montegaldella per assistere ad
un’esibizione di suonatori di campane a sistema veronese. Nel
pomeriggio il programma prevede la tappa al Santuario della Madonna
di Monte Berico per la S. Messa presieduta dai Padri Servi di Maria
e concelebrata da don Moris. Successivamente visita alla città di
Vicenza.
FESTA DEI CAMPANARI A SAN LORENZO
É stata scelta la comunità di San Lorenzo Isontino quale sede della
4a edizione della «Festa dei Campanari del Goriziano» che si
svolgerà sabato 4 settembre 2010. L’appuntamento ha visto in questi
anni una crescente partecipazione e si conferma come un’occasione
privilegiata di incontro tra suonatori, simpatizzanti e comunità
locali.
A SCUOLA… DI CAMPANE
Procede il progetto di sensibilizzazione sull’arte campanaria
rivolto alle scuole del territorio diocesano. Dopo il coinvolgimento
nel 2007 della Scuola Primaria di Medea e nel 2008 della Scuola
Media di Aquileia, quest’anno sarà coinvolta la Scuola Primaria di
Fiumicello. Si prevede un incontro di conoscenza sul mondo delle
campane e una visita ad un campanile del territorio, con prova
pratica di scampanio.
SOLIDARIETÀ
Nei giorni scorsi, presso una nota trattoria, si è svolto il
tradizionale pranzo annuale organizzato dagli scampanotadôrs della
Bassa, che ha visto riuniti oltre un centinaio tra suonatori,
familiari ed amici. Nel corso dell’incontro si è svolta una
lotteria, il cui esito di 850 Euro è stato destinato alla «Via di
Natale» di Aviano, con la quale è attiva una collaborazione di lunga
data.
Nello scorso anno è stata instaurata, inoltre, una collaborazione
con il Centro Missionario Diocesano, che ha portato alla
realizzazione di tre campane per tre villaggi della Costa d’Avorio,
frutto delle donazioni da parte dei parrocchiani di Cervignano e
degli scampanotadôrs.
TRE CORDE PER OGNI CAMPANILE
Lontani sono i tempi in cui ogni campanile era adeguatamente
attrezzato per suonare le campane a mano. Per ovviare a tale
mancanza si sta concretizzando un progetto in collaborazione con le
Amministrazioni Comunali e le parrocchie per dotare progressivamente
tutti i campanili della dotazione di sostegni e corde per lo
scampanio manuale. Lo scorso anno gli scampanotadôrs di Terzo hanno
donato le corde per il campanile della Basilica di Aquileia. A
Sant’Ambrogio a Monfalcone sono stati realizzati i sostegni per lo
scampanio, grazie alla disponibilità di don Mirko e del sacrestano
Mimmo. In collaborazione con il Comune e la parrocchia, si è
intervenuti inoltre sul campanile di Mariano. Quest’anno sarà
interessato dall’intervento il campanile del Santuario di Barbana.
(da Voce Isontina)
Febbraio 2010
LA CRISI? OCCASIONE PER RIPARTIRE
Il momento storico che stiamo vivendo non brilla di entusiasmo.
Il termine «crisi» è protagonista indiscusso non solo delle pagine
dei quotidiani, ma anche della vita concreta di molte persone. Non è
risparmiata neanche la vita ecclesiale.
Anche per gli scampanotadôrs del nostro territorio la realtà
sembrava segnata. Squadre sempre più ristrette, assenza di ricambio
generazionale, si rischiava di perdere un patrimonio di «letteratura
di tradizione orale» non indifferente.
La crisi, però, molte volte nasconde quelle intuizioni capaci di
generare uno sforzo comune per ripartire con rinnovato slancio.
L’anno che si è appena concluso, per i suonatori di campane del
Goriziano è stato molto significativo. Se nel mese di giugno
l’Associazione è stata riconosciuta civilmente, a fine novembre è
giunto il riconoscimento «canonico» che accoglie i «Campanari del
Goriziano» nella più vasta realtà delle Aggregazioni Laicali
dell’Arcidiocesi di Gorizia.
Un segno, quest’ultimo, particolarmente significativo, ad indicare
che l’impegno e la determinazione dimostrati dagli scampanotadôrs
per un cammino unitario, è stato apprezzato e condiviso.
Allo stesso tempo rappresenta una responsabilità non indifferente,
sapendoci chiamati ad «essere sempre più strumento di santità
nella Chiesa, favorendo e incoraggiando una più intima unità tra la
vita pratica dei membri e la loro fede» (Christifideles
laici, 30).
Proprio per questo ci sembra significativo richiamare uno degli
obiettivi fondamentali della nostra Associazione: creare «comunione»
tra le persone, in un territorio che per decenni ha vissuto nella
divisione e dove impostare sentieri di collaborazione ancora oggi
non è scontato né facilitato.
«Il trovarci insieme, spero, ci aiuterà - scrive il nostro
Arcivescovo - a comprendere che riusciremo ad essere sempre più
credibili nella misura in cui cresceremo nella conoscenza di Gesù
stando con Lui nello stare tra di noi» (Percorsi diocesani per
l’anno 2009-2010, Linee guida).
Relazionarsi in modo positivo, infatti, è una tappa indispensabile
anche per un percorso di fede.
Su queste basi è stato promosso un variegato insieme di progetti e
attività al fine di non scivolare nell’ordinarietà, ma di iniziare a
concretizzare i buoni intenti.
Possiamo e dobbiamo saper coniugare la tradizione con il suo
significato più profondo e capace di interpellare l’uomo di oggi. É
l’unica strada per vivere con entusiasmo il tempo nel quale viviamo
- che non è migliore o peggiore di altri - e che può diventare
significativo anche grazie al nostro impegno.
Andrea Nicolausig
Presidente «Campanari del Goriziano»
(da Voce Isontina)
Febbraio 2010
DAL CAMPANILE A RADIO DEEJAY
Si è rivelata una trasferta un po’ speciale quella vissuta da un
gruppo di suonatori la domenica antecedente il Natale. Abituati a
salire i campanili per poi iniziare a battere ritmicamente i
battagli per spandere il suono in spazi indefiniti, i suonatori si
sono sentiti un po’ fuori luogo all’interno di uno studio
radiofonico. Ma andiamo con ordine. Tutto inizia da un contatto
tramite internet con la redazione di Radio Deejay, l’emittente
milanese a diffusione nazionale. La redazione sta cercando persone
disponibili a raccontare la propria attività o la propria esperienza
nei più disparati campi per comporre il palinsesto di una giornata
fuori dai normali canoni. Una ventiquattro ore ricca di interventi e
divertimento condotta dal popolare Trio Medusa. Ma a ripetersi
frequentemente fra una canzone e l’altra o tra un intervento e la
pubblicità è l’invito che viene fatto a tutti i radioascoltatori a
partecipare ad una raccolta fondi a fine umanitario attraverso
l’impegno del Cesvi, che si prodiga per la solidarietà mondiale.
Cosicché l’idea di avere dei campanari in studio che raccontano la
loro esperienza convince ed entusiasma i conduttori e la redazione.
Questa chiede poi di portare le campane in studio per una
dimostrazione in diretta. «E adesso, come si fa?» Si sono chiesti i
campanari. «Alla radio forse non sanno che le campane stanno sui
campanili?» In tutto ciò è venuta in aiuto la parrocchia di Gradisca
che ha a disposizione quattro piccole campane per le prove
campanarie. Così, con la realizzazione di una struttura mobile
costruita per l’occasione si è svolta la trasferta milanese completa
di campane «portatili». Il risultato è stata un’accoglienza
calorosa, stupore in radio e poi alcune brevi trasmissioni in
diretta delle suonate e della nostra attività come associazione,
allacciate alle scalette dei conduttori.
Al termine della giornata, oltre alla scampanata alternativa, è
rimasta la consapevolezza di aver contribuito con il suono delle
campane a sensibilizzare una meritevole raccolta fondi.
Giacomo Pantanali
(da Voce Isontina)
3 di disembar dal 2009
A MOSSA LA PRESENTAZION DAL LIBRI SCRIT DI CLAUDIO MONTANARI
Al “Grup Culturâl Furlan Scampanotadôrs di Mossa” insiema al Comun,
a la Plevania e a l'Associazion dai 'sovins dal paîs,
andà organisât una serada pa
presentazion dal libri scrit di Claudio Montanari, dal titul
"Musicisti di campane. Le campane, le bilicature, le forme di
suono", stampât tal 2009 da "Libreria
Musicale Italiana".
S'ciaria al placât e al invît da serada:
